Martedì, 29 Settembre 2026 AbruzzoIl celebre lago di Pietranzoni prosciugatoUsi Civici "Animali senz'acqua, il paesaggio è mutato"Hanno fatto il giro del mondo le foto del lago di Pietranzoni, con il Corno Grande a dominare l’orizzonte, piccolo specchio d’acqua di origine glaciale situato a 1.660 metri di altitudine nel cuore dell’altopiano di Campo Imperatore, all’interno del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, in Abruzzo. Ebbene, non è invece una bella cartolina come appare ora il lago, dopo mesi e mesi di siccità e temperature record, anche a quelle altitudini: oggi quel laghetto è quasi del tutto prosciugato, divenuto una distesa di fango e materiale organico. E a prescindere dal piacere estetico dei turisti e fotografi, il vero problema è rappresentato dal fatto che quell’invaso, da sempre, è un prezioso abbeveratoio per gli animali al pascolo, bovini e pecore. Spinti dalla necessità di trovare acqua, gli animali cercano di raggiungere le poche pozze rimaste, con il concreto rischio che possano impantanarsi. A lanciare l’allarme l’amministrazione separata degli usi civici (Asbuc) di Paganica e San Gregorio, a nome dei tanti allevatori del territorio che utilizzano i pascoli di Campo Imperatore, e tenuto conto che l’Asbuc ha competenza in quella parte di montagna. Il presidente dell’Asbuc, Nando Galletti, ha dunque scritto, nei giorni scorsi, alla Prefettura dell’Aquila, al Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga e al Comune dell’Aquila per lanciare l’allarme e chiedere sostegno per misure concrete volte a ripristinare l’invaso. “Nel corso degli anni abbiamo più volte rappresentato la necessità di provvedere alla manutenzione e al ripristino dell’invaso, senza tuttavia riuscire ad ottenere una soluzione concreta. Comprendiamo perfettamente l’importanza della tutela ambientale e siamo consapevoli che il territorio ricade in un contesto sottoposto a numerosi vincoli di carattere ambientale, tra cui SIC e ZPS. Proprio per questo riteniamo necessario porre una domanda: come si può conciliare la tutela dell’ambiente con la necessità di garantire l’acqua agli animali che pascolano in un territorio protetto? La tutela della biodiversità, della fauna e degli habitat non può prescindere dalla corretta gestione delle attività pastorali tradizionali, che rappresentano esse stesse una componente storica e identitaria del paesaggio di Campo Imperatore”. “Campo Imperatore non è soltanto un luogo di pascolo – prosegue Galletti – È uno dei paesaggi più conosciuti e fotografati dell’Appennino centrale. L’immagine dell’acqua del laghetto di Pietranzoni e, sullo sfondo, la maestosità del Gran Sasso d’Italia, 2.912 metri, costituisce un elemento di straordinario valore paesaggistico e richiama ogni anno fotografi, escursionisti e visitatori. La scomparsa dell’invaso rappresenta quindi non soltanto un problema per gli allevatori e per il benessere degli animali, ma anche una perdita di valore paesaggistico e turistico per l’intero territorio”. L’Asbuc chiede dunque sostegno per un intervento di ampliamento dell’invaso e di potenziamento della rete di approvvigionamento idrico. “Siamo inoltre preoccupati dal rapporto tra la complessità degli adempimenti e le risorse effettivamente disponibili. Per la sola predisposizione di un progetto finalizzato all’intervento ci è stato prospettato un costo di circa 7.000 euro, senza ancora conoscere quale sarebbe poi il costo complessivo dei lavori. È difficile chiedere a una realtà che gestisce un territorio di uso civico così vasto di sostenere autonomamente costi di questa entità per poter semplicemente garantire una risorsa essenziale come l’acqua. La richiesta dunque, agli enti interpellati, è quella di un sopralluogo immediato per prendere contezza dello stato dei fatti e dei motivi del prosciugamento, e ancora “valutare soluzioni provvisorie immediate, qualora i tempi necessari per il ripristino definitivo dell’invaso non consentissero di garantire tempestivamente l’acqua agli animali e individuare una forma di collaborazione tra Ente Parco, Usi Civici, allevatori ed enti competenti, anche per quanto riguarda la progettazione e la sostenibilità economica degli interventi, evitando che gli oneri ricadano interamente sui proprietari e sugli allevatori”. |
