Giovedì, 24 Settembre 2026 Abruzzo

Il Piano Tratturi proposto dalla Regione bocciato dalle Soprintendenz

Le modifiche condurrebbero inevitabilmente alla perdita dei tratturi come elemento caratterizzante della cultura e del paesaggio regionali

Riceviamo e pubblichiamo:

 

“Le soprintendenze Archeologia, Belle Arti e Paesaggio del MInistero della Cultura hanno espresso “parere negativo” sulla proposta di Piano dei Tratturi predisposta dalla Giunta regionale abruzzese che, tra le altre cose, prevedeva la possibilità di vendere a privati ampi tratti del patrimonio tratturale. 
A luglio le associazioni Stazione Ornitologica Abruzzese, Forum H2O, ForumAmbientalista e Italia Nostra avevano evidenziato  in fase di Valutazione Ambientale Strategica del pianopesanti criticità nella documentazione della regione sia sotto l’aspetto tecnico, in particolare una zonizzazione dei vari settori tratturali assolutamente fuorviante, che programmatico, denunciando in particolare le previsioni di vendere ampie porzioni di tratturo e rendere possibili interventi edificatori di tipo turistico anche permanenti. La Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio delle provincie di L’Aquila e Teramo, dopo essersi coordinata con la Soprintendenza delle province di Chieti e Pescara, si è espressa praticamente negli stessi termini confermando l’analisi delle associazioni. 
Qui sotto alcuni dei passaggi più significativi del parere delle due soprintendenze:-“un’altissima percentuale dei percorsi tratturali viene ascritta alle categorie B e C (cioè quelle a minor tutela; le zone C sarebbero anche alienabili, ndr), senza tenere conto dei criteri normativi e della prassi di tutela consolidata, che è rafforzata anche dalla giurisprudenza vigente già richiamata nelle precedenti note.” ;-“….rende di fatto inapplicabile la maggior parte della zonizzazione del presente Piano, che considera compromessi ampi tratti del tracciato dei tratturi Centurelle- Montesecco e L’Aquila-Foggia, anche ove l’esame diretto delle tavole dei PQT comunali approvate dalla Soprintendenza mostra uno stato di fatto non caratterizzato da trasformazioni irreversibili.“-“Ma negli elaborati di fatto gran parte dei tracciati dei tratturi maggiori viene destinata ad alienazione: ciò provocherà di fatto, analogamente a quanto accaduto in altre regioni, la perdita irreversibile di gran parte dei percorsi tratturali, finora conservati al demanio in base alla normativa vigente di forza ordinaria, a cui – come più volte ribadito – il PSTT in oggetto non può derogare.“-“…la valutazione di merito circa lo stato di conservazione dei tronchi armentizi, circa la loro alienabilità o meno e gli interventi che possono essere o no ammessi spetta in maniera insindacabile alla Soprintendenza.”-“Appare chiaro infatti che, se le aree reintegrabili nel loro stato originario oppure le aree adiacenti a centri e frazioni in cui non si ravvisa compromissione permanente venissero estromesse dalla possibilità di tutela e di reintegrazione e assoggettate unicamente alla normativa urbanistica e paesaggistica, il risultato sarebbe l’erosione progressiva di tali aree che di fatto sarebbero, un pezzo alla volta, rese edificabili e alienabili, generando di fatto la perdita progressiva dell’intero percorso tratturale“;-“occorre una profonda revisione degli elaborati, tra l’altro già richiesta ed esplicitata nelle note precedenti, che tenga conto delle esigenze della tutela e con particolare attenzione a identificare come reintegrabili le aree interessate da trasformazioni reversibili“.
Il parere si chiude con un passaggio inequivocabile:

“Emerge in conclusione, con palese evidenza, la necessità di procedere ad adeguate modifiche del Piano in oggetto al fine di renderlo non solo coerente con le comunque sovraordinate norme nazionali di tutela del patrimonio archeologico, ma anche al fine di preservare il fondamentale carattere unitario dei percorsi tratturali come grandi vie di valorizzazione e promozione turistico-culturale da considerare unitariamente, evitando il pericolo di iniziare una stagione di alienazioni progressive che condurrebbero inevitabilmente alla perdita dei tratturi come elemento caratterizzante della cultura e del paesaggio regionali, attualmente oggetto di interesse a livello europeo“.

Le associazioni plaudono all’intervento chiarificatore delle soprintendenze e chiedono ora di ripartire da zero abbandonando quella visione consumistica del patrimonio tratturale che ha contraddistinto l’attuale proposta, mirando a preservare la bellezza e la storia dei tratturi e la rilevante biodiversità che li contraddistingue.”

FORUM H2O

STAZIONE ORNITOLOGICA ABRUZZESE APS

ITALIA NOSTRA SEZ.ABRUZZO

FORUMAMBIENTALISTA