Mercoledì, 16 Settembre 2026 Abruzzo

Il leghista Bagnai, eletto in provincia di Chieti, saluta l'Abruzzo e passa all'Antitrust

Ora si apre la possibilità di un ricorso anticipato al voto per i 104 Comuni del Chietino

Il seggio di Chieti torna a essere una casella aperta sulla scacchiera politica abruzzese. Il leghista Alberto Bagnai ha formalizzato le dimissioni dalla Camera dei deputati dopo la nomina a componente dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato. La lettera dell’esponente della Lega è stata comunicata all’Assemblea dalla vicepresidente della Camera Anna Ascani.

Alla base della scelta c’è l’incompatibilità tra il mandato parlamentare e il nuovo incarico all’Agcm. Bagnai è atteso all’insediamento il 22 settembre. Con la sua uscita da Montecitorio si apre così la partita per la sostituzione nel collegio uninominale di Chieti, conquistato dal centrodestra alle elezioni politiche del 2022.

Il punto, adesso, sono le suppletive e soprattutto i nomi. Ma il passaggio non è ancora scontato: i tempi a disposizione sono molto stretti e bisognerà verificare se e quando ci saranno le condizioni per andare al voto. Prima ancora della partita sulle candidature, dunque, resta da definire il quadro procedurale e il calendario.

Nel caso in cui si arrivasse alle urne, nel centrodestra si ragiona su una candidatura che potrebbe essere vicina all’area del generale Roberto Vannacci. Un’ipotesi ancora tutta da verificare, mentre resta da capire quale equilibrio troveranno le diverse componenti della coalizione.

Dall’altra parte, il centrosinistra lavora alla costruzione di una candidatura unitaria. Il Psi, in particolare, auspica un percorso condiviso tra le diverse forze del campo largo, chiedendo di evitare fughe in avanti e candidature calate dall’alto. Una posizione che dovrà ora confrontarsi con le strategie e le valutazioni degli altri partiti della coalizione.

Tra i nomi che circolano per il centrosinistra c’è quello di Silvio Paolucci, attuale consigliere regionale in quota al Partito Democratico.

La partita è ancora tutta da apparecchiare. Da una parte il centrodestra, che deve decidere se confermare un profilo riconducibile all’area della Lega o aprire a una candidatura più vicina all’area vannacciana. Dall’altra il centrosinistra, alle prese con la ricerca di un nome condiviso tra Pd, alleati e possibili componenti del campo largo.