Pescara ricorda il maresciallo capo dei carabinieri Marino Di Resta, medaglia d'oro al valor militare alla memoria, a trent'anni dalla sua uccisione, avvenuta il 16 settembre del 1996, mentre cercava di fermare dei rapinatori, in via Monte Bertone, nel capoluogo adriatico.
Alla cerimonia, che si è svolta oggi alla presenza dei familiari, hanno partecipato le massime autorità civili e militari, tra cui il comandante del Comando interregionale carabinieri "Ogaden", generale di Corpo d'Armata Rosario Castello, il prefetto di Pescara Luigi Carnevale, il presidente del Consiglio regionale Lorenzo Sospiri, il sindaco Carlo Masci e il procuratore capo Giuseppe Bellelli.
Le celebrazioni sono iniziate in piazza Marino Di Resta e sono poi proseguite all'Aurum, con un'esposizione di uniformi e veicoli storici dell'Arma, una mostra di opere dedicate ai carabinieri, la consegna di due borse di studio a studenti meritevoli, offerte dalla vedova Giuseppina Franzone, e l'esibizione della Fanfara della Scuola Allievi Carabinieri di Roma.
Di Resta, insieme a un collega, aveva intercettato quattro uomini armati che avevano appena rapinato un rappresentante di preziosi.
Vedendo il commilitone sul punto di essere sopraffatto, uscì allo scoperto intimando ai rapinatori di liberarlo.
Colpito da diversi proiettili, reagì ferendo tre aggressori prima di morire. La sua azione consentì di salvare il collega e contribuì alla successiva identificazione e cattura dei componenti della banda.
"Trent'anni non hanno cancellato il dolore, ma hanno reso il suo esempio ancora più forte. Il suo fu un gesto eroico, ma profondamente umano", ha detto Masci, che ha sottolineato come i valori trasmessi da Di Resta siano ancora attuali. ìPiù che il sacrificio, io voglio celebrare il mantenere la parola data, un impegno preso. È quello che faceva con noi quotidianamente", ha affermato la figlia del maresciallo, Velia Di Resta, secondo cui, l'ampia partecipazione alla commemorazione, dimostra che quei "valori esistono ancora ed è giusto ricordarli".