Martedì, 8 Settembre 2026 Abruzzo

Per gli incendi il 9° Reggimento Alpini in prima linea

D'Angelo: “Unità dedicata e costanti esercitazioni"

Un’estate di fuoco, è il caso di dire, anche per il 9° Reggimento Alpini dell’Aquila, di stanza presso la caserma Pasquali-Campomizzi dell’Aquila, sul fronte dello spegnimento degli incendi che hanno interessato l’Abruzzo. In primis quelli in provincia dell’Aquila, sul Monte Morrone e tra Lucoli e la frazione del capoluogo di Roio, che hanno mandato in fumo centinaia di ettari di vegetazione, avvicinandosi anche ai centri abitati. Ad operare quotidianamente, nei momenti più critici, solo sul Morrone, sono stati fino a 20 militari.

“Abbiamo il Battaglione multifunzione Vicenza, un’unità appositamente creata per questo tipo di emergenze nel 2017 e con sede proprio qui all’Aquila, adeguatamente addestrato”, spiega nell’intervista ad AbruzzoWeb, nel tracciare un bilancio, il comandante del glorioso Reggimento, il colonnello Mario D’Angelo.

Originario di Sulmona, in provincia dell’Aquila, il 47enne militare è diventato comandante del 9° Reggimento Alpini nell’ottobre 2024, in sostituzione del parigrado Mario Bozzi. Per lui si è trattato di un ritorno a casa: all’Aquila aveva già comandato la 143ª Compagnia e, in seguito, era stato impiegato presso il Comando di Reggimento, prima di approdare allo Stato Maggiore dell’Esercito.

“Ovviamente, l’impiego del nostro personale e dei nostri mezzi è avvenuto in una cornice più vasta, quindi nell’ambito di un dispositivo emergenziale che faceva capo alla Protezione civile regionale, alle unità operative dei Vigili del fuoco e alle squadre dei volontari di Protezione civile”, spiega ancora.

Nell’intervista, il comandante del Reggimento illustra poi l’importanza dell’utilizzo, sul Morrone, del mezzo apripista New Holland D180, arrivato da Roma.

Mario D’Angelo, qual è stato il contributo del 9° Reggimento Alpini nell’ambito dell’emergenza incendi che ha interessato il territorio abruzzese e, in particolare, l’area del Monte Morrone?

Il 9° Reggimento Alpini è intervenuto sin dalle prime battute nell’ambito di questa emergenza, con personale e mezzi predisposti all’occorrenza, come era già avvenuto nell’area di Lucoli, e comunque nell’ambito di un dispositivo che il 9° Reggimento Alpini ha sempre disponibile per l’intervento nelle pubbliche calamità. Segnatamente, il Battaglione multifunzione “Vicenza”, un’unità appositamente creata per questo tipo di emergenze nel 2017 e con sede proprio qui all’Aquila. Ovviamente, l’impiego del nostro personale e dei nostri mezzi è avvenuto in una cornice più vasta, quindi nell’ambito di un dispositivo emergenziale che faceva capo alla Protezione civile regionale, alle unità operative dei Vigili del fuoco e alle squadre dei volontari di Protezione civile.

Quali assetti, mezzi e professionalità del Reggimento sono stati messi a disposizione per concorrere alle operazioni?

La componente del Battaglione multifunzione “Vicenza” è specificamente predisposta e addestrata per questo tipo di interventi, che possono avvenire in qualsiasi condizione meteorologica e in qualsiasi stagione dell’anno. Il nostro intervento è stato organizzato su un’unità di livello plotone, quindi con più di venti uomini e donne intervenuti. Inizialmente, e poi anche nei giorni successivi, specie nelle fasi più importanti dell’emergenza, è stato previsto anche l’impiego di un’autobotte che fornisse acqua alle vasche dalle quali gli elicotteri antincendio potevano attingere acqua per lo spegnimento. C’è stato poi il lavoro delle macchine per il movimento terra, che è proseguito per tutto il tempo dell’emergenza, cruciale per realizzare le linee tagliafuoco.

Decisivo sul Monte Morrone, a questo proposito, il mezzo apripista New Holland D180, arrivato da Roma. Qual è la sua peculiarità?

È un mezzo che viene utilizzato per realizzare interventi importanti. A differenza di un escavatore e di altri mezzi simili, è dotato di cingoli e quindi ha una capacità di impiego in qualsiasi scenario. Ha poi una pala che fuoriesce dalla sagoma del mezzo e che consente di aprire ampie porzioni di terreno e di realizzare molto più velocemente le linee tagliafuoco, cercando proprio di rispettare quelle che sono le proporzioni necessarie per realizzarle, quindi anche tenendo conto delle misure e delle altezze degli alberi che vengono posti ai margini della strada realizzata.

A monte, però, c’è anche l’addestramento dei vostri uomini e delle vostre donne. Che tipo di esercitazioni devono svolgere?

Un’unità militare che ha queste caratteristiche richiede ovviamente un addestramento specifico, che si differenzia un po’ da quelli che sono i compiti fondamentali. La sinergia con le altre componenti della Protezione civile e con i Vigili del fuoco è avvenuta nell’ambito di alcune esercitazioni che si sono svolte e anche in alcuni interventi realizzati negli anni precedenti, in occasione del precedente incendio del Morrone del 2017. Ci sono state poi tutta una serie di esercitazioni a carattere nazionale che hanno visto impegnati gli alpini del Battaglione “Vicenza” con le loro componenti del Genio, fluviali, ad esempio per il trasporto e il trasbordo di materiali, masserizie e personale in caso di alluvione, per l’impiego di mezzi cingolati e per il movimento terra. E, appunto, le squadre antincendio boschivo, che hanno competenze specifiche.

L’impiego nell’emergenza incendi si inserisce in una più ampia capacità dell’Esercito di fornire supporto alla popolazione in caso di pubbliche calamità. Qual è, in questo ambito, il ruolo specifico del 9° Reggimento Alpini?

La missione del 9° Reggimento Alpini ha proprio questa doppia natura. Il Battaglione Alpini “L’Aquila” ne costituisce la pedina operativa, l’unità di fanteria che ha al suo interno tutte le componenti che servono per assolvere i compiti istituzionali, che vanno dalle operazioni nazionali nell’ambito di “Strade Sicure”, un impegno costante, sulla piazza di Roma, ad esempio con la Task Force 1 nel 2024, ma anche in contesti diversi, come il supporto alle Olimpiadi invernali di Milano Cortina di quest’anno.

In termini di missioni internazionali?

Abbiamo una nostra unità che sta terminando il proprio impiego nella missione in Somalia, di assistenza militare alle forze armate somale, a guida europea. Ci prepariamo con l’addestramento quotidiano per poter operare in contesti che ci devono vedere pronti a operare, con tutta l’innovazione tecnologica che l’Esercito sta introducendo. Dobbiamo essere in grado di adattarci ed essere flessibili al punto giusto per poter essere in grado, si spera mai, di operare in contesti di cui si parla così tanto in questi giorni.

Filippo Tronca 

Abruzzoweb