Molino, Presidente dei Lidi Vastesi, ha diffuso la seguente nota:
Prima di discutere di perimetri, vincoli e osservazioni, bisogna partire da una domanda semplice: che cosa ha reso possibile il successo della Costa dei Trabocchi?
Prima di tutto, il mare.
Storicamente questa costa ha venduto il mare: le spiagge, il paesaggio, l’acqua, la bellezza del litorale. E ancora oggi il mare resta il nostro principale prodotto turistico. Ma c’è un altro elemento della nostra storia che non può essere dimenticato. La vecchia ferrovia, correndo lungo la costa e poi venendo dismessa, ha contribuito a mantenere ampie parti del territorio meno urbanizzate e meno trasformate. Quella storia ha conservato un patrimonio che oggi rappresenta un valore turistico straordinario. Poi quella vecchia infrastruttura è diventata una nuova opportunità: la Via Verde.
Ed è qui che è cambiato il modo di vivere la destinazione. Il turista continua a venire per il mare, ma oggi cerca molto di più: vuole pedalare sulla Via Verde, mangiare su un trabocco, visitare un borgo, conoscere il paesaggio, fare kayak o andare in barca, praticare sport, acquistare prodotti del territorio, cercare benessere, natura e autenticità.
Non cerca più soltanto una spiaggia. Cerca un’esperienza.
E il territorio oggi è in grado di offrire: mare, spiagge, trabocchi, Via Verde, borghi, riserve, agricoltura, enogastronomia, ristorazione, ospitalità, sport e attività all’aria aperta. I dati confermano che questa trasformazione sta producendo risultati concreti. Nel 2025 Vasto ha registrato 267.860 presenze estive, con una crescita del 22,98% rispetto al 2024. A Casalbordino nel 2024 si sono superate le 60.000 presenze. Nel 2026 sono stati inaugurati altri 4 chilometri di Via Verde, con un investimento di circa 1,3 milioni di euro. E il cicloturista non è un turista marginale. Secondo il profilo nazionale del cicloturista italiano, il 42,4% è laureato, il 24% dichiara un reddito medio-alto e il 6,2% molto alto; la spesa media giornaliera è di circa 89,70 euro. Il 35% dedica parte della vacanza al mare e il 25,2% acquista prodotti tipici e artigianato locale. Sono dati nazionali, non specifici della Costa dei Trabocchi, ma aiutano a capire la qualità e le caratteristiche della domanda turistica verso cui questa destinazione può crescere.
E qui sta il punto: la Via Verde non ha sostituito il mare. Ha aumentato il valore del mare.
Ha portato il turista fuori dalla sola spiaggia e lo ha fatto muovere sul territorio. Può dormire in un comune, andare al mare in un altro, pedalare sulla Via Verde, mangiare su un trabocco, visitare un borgo, acquistare un prodotto locale, praticare uno sport. La spesa turistica si distribuisce così tra più attività e più territori. È questo il vero vantaggio generato dall’operazione Costa dei Trabocchi: non un singolo prodotto, ma un sistema turistico. Un sistema che ha già creato un brand riconoscibile, nuovi servizi, nuove opportunità per le imprese e una maggiore capacità di attrarre visitatori e investimenti. Ed è proprio da questa realtà che oggi bisogna partire.
L’idea di tutelare questo territorio ha radici lontane. Ma nel frattempo il territorio ha fatto la sua strada. La Via Verde è diventata realtà, il mare è rimasto il cuore della destinazione e intorno ad essi è nato un sistema turistico ed economico che oggi produce valore.
Per questo il futuro non può essere costruito tornando semplicemente al punto di partenza. Deve necessariamente partire da ciò che esiste già, riconoscendolo, tutelandolo e governandolo. Il Parco, quindi, non ha bisogno di inventare una nuova Costa dei Trabocchi. Ha il compito di proteggere il patrimonio che rende unica quella che già esiste. Il mare, il paesaggio, la natura e le aree di maggiore pregio devono essere tutelati. Ma tutela non significa congelare tutto. Significa proteggere ciò che ha un valore ambientale e paesaggistico reale e, allo stesso tempo, governare le trasformazioni future affinché quel valore non venga compromesso. Dove esistono invece attività agricole, turistiche, produttive e residenziali consolidate, il territorio deve poter continuare a vivere e lavorare, con regole chiare e compatibili con la tutela. Il Parco deve quindi proteggere il capitale naturale della Costa dei Trabocchi, non trasformarsi in un vincolo indistinto sull’intero territorio. Perché la Costa dei Trabocchi non è un museo. È una destinazione turistica viva, costruita attorno al suo bene più importante: il mare.
Il turista non vede i confini comunali. Vede una sola costa.
Per questo bisogna governare insieme mare, natura, Via Verde, trabocchi, borghi, imprese e comunità. La grande idea non va ricominciata da capo. Va capita, completata e governata. Non distruggiamo ciò che funziona. Continuiamo a vendere ciò che abbiamo sempre venduto: la bellezza del nostro mare. Oggi, però, quel mare vale di più perché intorno ad esso esiste un territorio capace di offrire molto di più.
Domenico Molino
Presidente Lidi Vastesi