Sabato, 5 Settembre 2026 Abruzzo

Drastico calo di iscritti nelle scuole abruzzesi, la provincia di Chieti paga il prezzo più pesante

Sono 3.800 in meno bambini e ragazzi che torneranno nei banchi alla prima campanella, fissata per il 16 settembre

Mancano pochi giorni al suono della prima campanella dell'anno, quando gli studenti abruzzesi e teatini torneranno in classe. La data fissata dalla Regione è quella di mercoledì 16 settembre, anche se ogni istituto può decidere di rientrare in aula prima, per poter godere di qualche giorno di riposo nel corso dell'anno.
Rispetto all'anno scolastico 2025/2026, stando ai dati diffusi nei mesi scorsi dall'Ufficio scolastico regionale, come ricorda l'Agi, si registra un calo di circa 3.800 iscritti. 
Nel 2025 entrarono in classe a settembre 158.432 studenti; per l'anno scolastico 2026/2027 si può stimare una popolazione studentesca di circa 154.580 alunni, in attesa dei dati ufficiali. A registrare le flessioni piu' pesanti è la provincia di Chieti (-1.440 iscritti), seguita da Pescara (-1.273) e Teramo (-837). Più contenuto il calo in provincia dell'Aquila (-286), numeri che evidenziano però un dato in controtendenza nella scuola secondaria di secondo grado (+205 studenti), probabilmente dovuto sia al fatto che le famiglie stanno rientrando nelle zone colpite dal sisma sia alla presenza dei figli dei lavoratori impegnati nei cantieri. 
I posti di sostegno in organico di diritto (a tempo indeterminato) passano da 3.291 del 2025/2026 ai 3.294 di quest'anno. "Un incremento - sottolinea la segretaria generale Cisl Scuola Abruzzo Molise, Elisabetta Merico - di sole tre unità, assolutamente insufficiente a coprire il fabbisogno della popolazione studentesca". 
In questi giorni, intanto, si sono concluse le operazioni di assunzione a tempo indeterminato di oltre 500 docenti, mentre prosegue il lavoro dell'algoritmo ministeriale per la copertura dei posti a tempo determinato. Per quanto riguarda gli insegnati di sostegno, la situazione è "particolarmente preoccupante. In Abruzzo sono state effettuate appena 86 assunzioni, a fronte di oltre 4.000 posti autorizzati dall'Ufficio scolastico regionale nell'anno scolastico scorso, pari a circa il 60% dell'organico complessivo. Da oltre dieci anni, infatti, migliaia di insegnanti di sostegno vengono assunti ogni anno sugli stessi posti. Una situazione che penalizza i lavoratori e, allo stesso tempo, espone il ministero a continue condanne per l'abuso della reiterazione dei contratti a termine, in contrasto con la normativa europea". 
La segretaria della Cisl scuola si sofferma anche sul tema del caldo: “Docenti e personale Ata si troveranno ancora una volta a fare i conti con edifici scolastici che, troppo spesso, non sono adeguati alle condizioni climatiche che stiamo vivendo. Garantire ambienti scolastici sicuri, salubri e confortevoli non è un elemento accessorio, ma una condizione essenziale per poter insegnare, apprendere e lavorare bene. Per questo è necessario che l'adattamento degli edifici scolastici alle nuove condizioni climatiche”.