Sabato, 5 Settembre 2026 AbruzzoGare pubbliche entro il 30 settembre 2027 e niente indennizzi automaticiIl Consiglio di Stato, con una recente sentenza, mette un punto fermo nella vicenda delle concessioni demanialiGare pubbliche entro il 30 settembre 2027 e nessun diritto automatico a ricevere gli indennizzi. Il Consiglio di Stato mette un punto fermo sulla infinita querelle delle concessioni balneari, una vicenda che ha tenuto banco tutta l’estate e che ha prodotto finora una valanga di contenziosi. Lo fa con la sentenza n. 6539 del 18 agosto 2026, Per i giudici di Palazzo Spada le gare pubbliche previste dalla direttiva Bolkestein devono essere bandite e concluse entro il 30 settembre 2027, nel rispetto dei principi di concorrenza richiesti dall’Unione europea. La sentenza indica anche una tempistica precisa. I Comuni devono pubblicare i bandi con almeno sei mesi di anticipo rispetto alla scadenza delle concessioni e, nella fase di prima applicazione, dovranno comunque attivarsi entro il 30 giugno2027. Se gli enti locali dovessero rimanere inerti, i soggetti interessati potranno ricorrere al giudice amministrativo, che potrà arrivare fino alla nomina di un commissario ad acta per sostituire l’amministrazione. Il messaggio è chiaro: le gare non rappresentano più una facoltà politica ma un obbligo giuridico. Un altro passaggio rilevante riguarda la posizione degli attuali concessionari. Il Consiglio di Stato esclude che il semplice fatto di aver gestito per anni uno stabilimento possa trasformarsi in un diritto permanente sul bene pubblico. Palazzo Spada richiama inoltre la giurisprudenza europea e l’articolo 49 del Codice della navigazione: alla scadenza della concessione, le opere non amovibili presenti sul demanio marittimo passano allo Stato senza indennizzo, salvo accordi diversi. Si tratta di una regola destinata ad avere effetti significativi nelle future gare, soprattutto per gli stabilimenti che nel corso degli anni hanno realizzato strutture permanenti sul demanio. |
