Lunedì, 17 Agosto 2026 Abruzzo

A Sulmona realizzate otto ville in zona non edifcabile

La Procura della Repubblica mette sotto inchiesta sei persone

Otto ville, appena ultimate, sono finite sotto la lente della magistratura per presunti abusi edilizi che hanno indotto il sostituto procuratore della Repubblica di Sulmona (L’Aquila), Edoardo Mariotti, a iscrivere sei persone nel registro degli indagati. Lo riporta Il Centro.

Tra queste, che respingono accuse tutte da provare, figurano progettisti, direttori dei lavori e rappresentanti delle imprese esecutrici. Al centro dell’indagine vi è la presunta incompatibilità dei titoli edilizi rilasciati tra il 2018 e il 2022 con la disciplina urbanistica vigente nell’area interessata, sottoposta, secondo gli atti, a un vincolo conformativo di inedificabilità e classificata come zona di rispetto ambientale.

Le autorizzazioni per le costruzioni sarebbero avvenute tramite vari permessi di costruire e attraverso una Segnalazione Certificata di Inizio Attività (SCIA) alternativa al permesso stesso. Una delle contestazioni principali riguarda la distanza delle costruzioni dalla viabilità pubblica: le ville sarebbero state edificate a distanze superiori ai 100 metri previsti dalla normativa, fatta eccezione per alcuni edifici rispetto a via dei Frentani che rispettano tale requisito. Via Pola, inoltre, risulta essere la strada individuata per l’allaccio alle urbanizzazioni primarie.

Un ulteriore elemento contestato è il frazionamento dell’area originaria, da due particelle iniziali a tredici lotti, operazione che, secondo la Procura, sarebbe stata effettuata durante la fase istruttoria del primo permesso a costruire.

Gli inquirenti evidenziano anche una discrepanza nella qualificazione degli interventi, formalmente indicati come ristrutturazione edilizia ma, nella realtà, assimilabili alla realizzazione di nuove costruzioni.

Viene messa in discussione l’effettiva conservazione di tracce di fabbricati preesistenti, mentre si contesta la demolizione di manufatti in altre aree per erigere i nuovi immobili, caratterizzati da differenze di area di sedime e sagoma. Altra questione rilevante riguarda l’aumento volumetrico del 35% ottenuto tramite premialità calcolate sui volumi demoliti o da demolire.