Lunedì, 17 Agosto 2026 AbruzzoL'incendio sul morrone continua a distruggere ettari di boscoMarsilio dice: “Servono mezzi nazionali, in arrivo 3 nuovi vanadair e linee tagliafuoco“Gli elicotteri della nostra Protezione Civile stanno facendo un lavoro straordinario e funzionano perfettamente, ma la loro azione da sola non può bastare. A complicare le operazioni è stata l’avaria che ha purtroppo fermato i primi aerei inviati da Roma. D’intesa con il capo Dipartimento Fabio Ciciliano, abbiamo ottenuto il ripristino immediato con l’invio di tre nuovi Canadair nazionali per rinforzare i getti dall’alto”. Così il presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio, a margine della riunione operativa, che si è tenuta questa mattina al Centro Operativo Comunale (COC) di Popoli Terme, sulle emergenze legate agli incendi che stanno interessando l’area del Monte Morrone, estendendosi tra i territori di Roccacasale, Corfinio e Popoli Terme. All’incontro, presieduto dal presidente Marsilio, hanno preso parte il sindaco di Popoli Terme, Dino Santoro, il direttore dell’Agenzia Regionale di Protezione Civile, Maurizio Scelli, il presidente del Parco Nazionale della Majella, Lucio Zazzara, il direttore dell’Ente Parco, Luciano Di Martino, insieme a Vigili del Fuoco, Arma dei Carabinieri ed Esercito. Nel corso del vertice – viene spiegato in una nota – è stato fatto il punto sulla risposta operativa in campo di fronte a una situazione resa critica dalle elevate temperature, dalla siccità e dai forti venti che insistono sulla Gola di Tremonti. “Ci troviamo di fronte a un incendio di dimensioni molto serie, favorito da una montagna impervia e da forti correnti d’aria – sottolinea Marsilio – Purtroppo, siamo di fronte a fenomeni che nella stragrande maggioranza dei casi hanno un’origine dolosa, frutto dell’azione di piromani che agiscono quasi in maniera scientifica, oltre a isolati casi di disattenzione o eventi naturali”. Il presidente ribadisce la priorità degli interventi via terra per accedere nei punti più inaccessibili: “L’attacco aereo da solo è come buttare un bicchiere d’acqua su un camino se non si interviene con decisione sul terreno. Per questo abbiamo attivato i reparti dell’Esercito, in particolare del Genio Militare da Roma, che con mezzi speciali stanno aprendo e allargando sentieri e viabilità. Questo ci permette sia di far passare i mezzi terrestri di Vigili del Fuoco e Protezione Civile, sia di tracciare fasce tagliafuoco da 10 a 30 metri per bloccare l’avanzata delle fiamme. La direttiva è chiara: zero burocrazia, tutte le ruspe e i macchinari devono operare subito”. “La Regione resta al fianco dei Comuni colpiti, dell’Ente Parco e di tutte le forze impegnate al COC, garantendo il massimo supporto e la tempestività necessaria per tutelare l’incolumità dei cittadini e l’ambiente”, conclude. ALTRA GIORNATA CAMPALE: LOTTA CONTRO LE FIAMME A ROCCACASALE E BISEGNA Un’altra giornata campale in Abruzzo contro gli incendi, dopo i presidi notturni, quando i mezzi aerei non possono operare, sui fronti più caldi. C’è stata intanto la conferma delle gravi difficoltà per la carenza di mezzi aerei assegnati da Roma dal coordinamento nazionale gestito dalla protezione civile nazionale nel contrasto alla emergenza incendi. In provincia dell’Aquila, a Roccacasale e Corfinio, sul monte Morrone, le fiamme sono avanzate nelle ultime ore in direzione Popoli. In azione dall’alba un canadair ed è stato richiesto un ulteriore canadair al Centro operativo unificato aereo della Protezione civile nazionale. Attivato l’elicottero Lupo grigio. In azione 7 organizzazioni di volontariato con 24 volontari, 7 mezzi, in azione le squadre dei vigili del fuoco. A complicare ieri le cose è che un super elicottero Eriksson è andato in avaria prima della partenza, mentre Fiamma 77, mezzo aereo dei vigili del fuoco, ha accusato problemi tecnici. In riparazione anche un altro Canadair. Preoccupazione per la vicinanza al fronte dell’incendio di due casali, nel territorio di Corfinio e le operazioni di spegnimento si sono concentrate ieri pomeriggio su quella zona. A Bisegna, in provincia dell’Aquila e alle porte del Parco nazionale d‘Abruzzo Lazio e Molise, l’incendio ha ripreso grande vigore due giorni fa, a causa del vento e del caldo torrido, arrivando a minacciare il paese, dove sono state precauzionalmente evacuate sei famiglie residenti in una palazzina, ospitate nella palestra. Un presidio dei vigili del fuoco e della protezione civile hanno contrastato da terra il fronte del fuoco che si avvicinava alle abitazioni in zona “Croce”. In azione oggi un canadair e l’elicottero Lince rossa, presenti cinque organizzazioni di volontariato con 18 volontari, 4 mezzi e i vigili del fuoco. In azione un canadair anche a Rocca di cambio e Rocca di mezzo, in provincia dell’Aquila, dove dalle prime ore di ieri l’incendio ha continuato a bruciare il monte Cagno, estendendosi ulteriormente lungo un fronte situato in una zona estremamente impervia, difficile da raggiungere e pericolosa anche per la caduta di pietre dall’alto. Nel pomeriggio era attesa la pioggia, ma le precipitazioni sono state purtroppo inferiori alle aspettative e non sono riuscite a incidere in maniera significativa sull’incendio. Ci sono poi anche nuovi focolai a Città Sant’Angelo, Abbateggio e Alanno, in provincia di Pescara. A Bussi è stato spento, e San Valentino in Abruzzo citeriore in bonifica. In provincia di Chieti ci sono due focolai a Vasto e Bucchianico. In provincia di Teramo, spenti a Roseto – Montepagano e in località Piancarani.
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