Giovedì, 13 Agosto 2026 Abruzzo

Grande Pescara a FDI con Testa, L'Aquila a FI o Lega, Masci in Parlamento?

Dietro la rissa tra Marsilio e Masci ci sarebbe lo scambio della casella dei meloniani tra capoluogo di regione e quello di provincia

La violenta lite nella riunione del 20 luglio tra il presidente della Regione, Marco Marsilio, di Fratelli d’Italia, e il sindaco di Pescara, Carlo Masci, di Forza Italia, che ha scioccato i presenti rimasti impietriti ed incapaci di ogni reazione per indurre i due a più miti consigli, avrebbe come causa scatenante una complessa partita per la candidatura a sindaco della Nuova Pescara, a e caduta quella per L’Aquila e per le elezioni Politiche, tutte in programma il prossimo anno, e da cui dipende il futuro di tanti big abruzzesi e i precari equilibri dentro il centrodestra.

Accade infatti che Marsilio vorrebbe la casella della Nuova Pescara per Fdi, e sarebbe già pronto un candidato ai nastri di partenza: il deputato Guerino Testa, ex consigliere regionale ed ex presidente della Provincia. Fdi rinuncerebbe dunque alla casella dell’Aquila, a favore di Fi o anche della Lega, e si rimescoleranno le carte anche per le candidature al parlamento, con l’uscita di scena di Testa, ma con l’ingresso nell’agone di Masci.

Per ora uno scenario suggestivo, ma che potrebbe essere concreto, tanto che dentro i partiti si trovano ad esso già riscontri e che è opportuno illustrare nel dettaglio.

Cominciamo da Pescara: se saranno rispettate le tempistiche fissate dalla legge regionale del 2023, che ha fatto seguito al referendum del 2014, dovrà avvenire entro il primo gennaio 2027 la storica fusione tra Pescara, Montesilvano e Spoltore, nel nuovo grande comune metropolitano da 200mila abitanti della Nuova Pescara, e di conseguenza decadranno tutte e tre le giunte e i consigli e si dovrà tornare a votare già a primavera, dopo una breve fase commissariale.

Masci, al suo secondo mandato come sindaco, vuole seppure non dicendolo esplicitamente rinviare tutto al 2029, per poter completare il suo secondo mandato, avendo compreso il gioco di Marsilio e Fdi, che puntano a prendersi la candidatura a sindaco.

Da qui, come raccontato da Abruzzoweb, il durissimo scontro  nella famigerata riunione con il presidente che ha accusato Masci di essere un “doppiogiochista”, intendendo forse proprio il fatto che il sindaco rema dietro le quinte per un rinvio al 2029, dicendosi invece a parole favorevole a stringere i tempi.

Del resto è difficile immaginare Masci come candidato della Nuova Pescara, in quanto si darebbe  ragione ai sindaci di Montesilvano, Ottavio De Martinis, ex Lega ora vicino a Fdi, e di Spoltore, Chiara Trulli, del Partito democratico, che non a torto temono la “fagocitazione” politica e amministrativa della ben più potente e popolosa Pescara. E vogliono anche loro rinvio, e lo dicono chiaro e tondo a differenza di Masci.

Masci potrebbe così chiedere al suo partito, come exit strategy, una candidatura al parlamento, nell’autunno 2027, o anche ad aprile, se ci saranno le elezioni anticipate, e suo mentore non può che essere  al suo amico e dominus, il deputato Nazario Pagano, che ha acquisito ancora più potere portando a casa la riforma elettorale nazionale come presidente della commissione Affari costituzionali. Rimasto in sella della segreteria regionale, postazione che detiene dal 2014, dopo aver sbaragliato l’offensiva volta ad un ricambio ordita dal presidente del consiglio regionale Lorenzo Sospiri, anche lui pescarese e dall’assessore regionale alla Cultura e Sociale, l’aquilano Roberto Santangelo, che è anche presidente del consiglio comunale del capoluogo.

Alle Politiche per Fi sicure sono ad oggi le candidature di Pagano e di Sospiri, ottenuta dopo aver deposto le armi al congresso, e c’è in pista anche la presidente della Camera di Commercio Gran Sasso, la teramana Antonella Ballone, figlia di Agostino Ballone, imprenditore dei trasporti e proprietario dell’azienda Baltour, e componente del cda Ita-Lufthansa e anche dell’Enav.

Il punto è però che con Fi data nei sondaggi all’8%, il rischio è e che in Abruzzo vengano eletti solo due candidati, come nelle Politiche dell’autunno 2022, o addirittura uno soltanto.

E per Masci ci sarebbero dunque ben poche possibilità, essendo già prenotati i primi posti nelle liste blindate. E c’è poi il problema di ben tre candidati per un’unica città, Pescara, a discapito di tutto il resto della regione.

Per alcuni Sospiri potrebbe mirare a fare il sindaco di Pescara, e dunque uno slittamento della fusione potrebbe andargli bene. C’è invece chi assicura che al contrario è favorevole alla fusione subito, rispettando i termini della legge che porta la sua firma.

Veniamo ora alle ripercussioni dentro Fdi: con la candidatura a sindaco di Testa il partito potrà  chiudere il discorso per il parlamento con i posti sicuri a favore di entrambi i big aquilani da tempo ai ferri corti: il sindaco Pierluigi Biondi, che sta terminando il suo secondo e ultimo mandato, responsabile nazionale enti locali del partito, presidente regionale Anci e che gode dell’appoggio dell’amica di vecchia data, la presidente del consiglio Giorgia Meloni, e il senatore Guido Liris, ex vicesindaco dell’Aquila, ex assessore regionale al Bilancio e capogruppo al senato della commissione Bilancio. Terzo posto sicuro poi non può che andare all’altro senatore Etel Sigismondi, segretario regionale del partito.

Ma non finisce qui: con la casella di Pescara, finora ad appannaggio di Fi, che passa ora, con la Nuova Pescara, a Fdi, si riaprirebbe il discorso per la candidatura a sindaco dell’Aquila.

La città dove con l’avvento di Biondi nel 2017, dopo 10 anni di centrosinistra del sindaco del Pd Massimo Cialente, è cominciata l’ascesa di Fdi dal 6% a punte di oltre il 30%, con la conquista poi della Regione Abruzzo con Marsilio, e del governo con Giorgia meloni, che alle elezioni politiche del 2022 si è candidata a deputato proprio nel collegio L’Aquila- Teramo.

Finora la casella dell’Aquila era data, come cosa scontata, ad appannaggio di Fdi, adesso però lo scenario potrebbe clamorosamente cambiare, ceduta a Fi o anche alla Lega.

E allora, in primis, a rivendicare la candidatura sarebbe Santangelo, il più votato alle regionali del 2024 per gli azzurri in Abruzzo, neo vicesegretario regionale del partito, postazione ottenuta anche in questo caso desistendo dalla carica contro Pagano.

Ma potrebbe volere la casella anche la Lega, visto che non ha ottenuto quella di Chieti, alle elezioni di maggio, tanto che il centrodestra si è spaccato, con in corsa per Fdi Cristiano Sicari e per i salviniani Mario Colantonio con il candidato del centrosinistra Giovanni Legnini che ha battuto al ballottaggio Sicari.

E in questo caso ci sono due nomi su tutti: il sottosegretario di Stato all’Agricoltura, Luigi D’Eramo, che tra un anno o anche meno concluderà la sua esperienza governativa, dopo un precedente mandato da deputato, e che ha appena varato il progetto della Grande L’Aquila (QUI IL LINK), che per più di un osservatore ha un sapore già elettorale.

E c’è poi il vice presidente della Regione, con delega all’Agricoltura, Emanuele Imprudente, altro campione di preferenze in particolare nel territorio aquilano, che potrebbe decidere di terminare la sua esperienza in Regione anzi tempo, visto che si tornerà a votare nel marzo 2029.

Del resto all’Aquila Fdi non ha una classe dirigente pronta, nonostante una nuova leva di sicuro futuro politico, si pensi al capogruppo 33enne Leonardo Scimia e al presidente della commissione Bilancio, il 40enne Livio Vittorini.

Dei big già di livello nazionale, Liris vuole infatti rimanere al parlamento, come pure non ha intenzione di tornare all’Aquila il sottosegretario di Staro del Ministero delle imprese e del Made in Italy, Fausta Bergamotto.

L’ultima parola spetterà, trattandosi tutti di capoluoghi di regione e provincia, al tavolo nazionale. Ma se è questo lo scenario complessivo qui ipotizzato, Fdi non si dovrebbe opporre a cedere la casella dell’Aquila, anche su impulso di Marsilio, Biondi e Liris.

Pubblicato da Abruzzoweb