Lunedì, 10 Agosto 2026 Abruzzo

”La riforma del sistema idrico rischia di non portare alcun beneficio ai cittadini, anzi di peggiorare la situazione"

E' questa la posizione di Ascom Abruzzo espressa dal Presidente Allegrino

 La riorganizzazione del servizio idrico in Abruzzo solleva piu’ interrogativi che certezze. E questa la posizione di Ascom Abruzzo, che attraverso il presidente Angelo Allegrino manifesta forti perplessita’ sul percorso avviato dalla Regione e chiede chiarezza sugli effetti concreti che la riforma produrra’ sulla vita quotidiana di cittadini e imprese.

La riforma prevede il superamento dell’attuale assetto basato su sei gestori e la loro riorganizzazione in due grandi sub-ambiti territoriali: il “Gran Sasso”, che riunira’ GSA, Cam e Ruzzo Reti, e il “Maiella – Morrone”, che comprendera’ Aca e Sasi.  La gestione restera’ publica attraverso societa’ in house partecipate dai comuni.

Secondo Ascom Abruzzo , pero’ la riforma non chiarisce quali saranno i vantaggi reali per gli utenti . “Si parla di accorpamenti, maggiore efficienza e razionalizzazione del servizio – sottolinea il presidente Angelo Allegrino – ma la domanda fondamentale resta senza risposta : cosa cambiera’ concretamente per  cittadini e imprese ? Avremo un servizio migliore , costi piu’ contenuti e tempi piu’ rapidi nella gestione dei problemi ?  Al momento non ci sono garanzie sufficienti “

Per l’associazione il rischio e’  che il cambiamento si limiti a una nuova distribuzione degli equilibri organizzativi, senza intervenire sulle cricita’ che interessano  quotidianamente  il territorio: dispersione delle reti,guasti, disservizi e necessita’ di investimenti.

“Creare strutture  piu’ grandi – prosegue Allegrino – non significa automaticamente renderle piu’ efficienti. Gli utenti hanno bisogno di punti  di riferimento chiari, vicini e facilmente raggiungibili. Il timore e’ che con nuovi assetti sovra territoriali aumenti la distanza tra cittadini e gestori. Ascom Abruzzo richiama inoltre l’attenzione sulla necessita’ di salvaguardare  il ruolo dei territori e dei presidi locali, con particolare riferimento a Lanciano e al comprensorio frentano, dove la SASI rappresenta un punto di riferimento strategico per la gestione del servizio idrico.

 “ Prima di modificare in modo definitivo l’assetto del sistema   – conclude Allegrino – servono risposte precise sui risultati attesi e sui benefici per la popolazione . L’acqua e’ un servizio essenziale e ogni riforma deve essere valutata sulla capacita’ di migliorare concretamente la qualita’ del servizio offerto ai cittadini”.