Lunedì, 10 Agosto 2026 Abruzzo

Desertificazione bancaria nei paesi della Regione Abruzzo

Il 61% non ha sportelli, stanno peggio solo altre 4 Regioni

L’Italia in dieci anni ha perso più di un terzo degli sportelli bancari. Tra il 2015 e il 2025 la rete è scesa da 30.258 a circa 19.140 filiali: oltre 11mila presìdi in meno, con una contrazione del 36,7%.

E in questa classifica l’Abruzzo è quinta regione messa peggio, a danno dei residenti, delle imprese e dei turisti, per di più nei piccoli centri di montagna che invece le politiche regionali e nazionali dovrebbero aiutare a riconquistare un protagonismo e ad evitare l’inesorabile spopolamento.

A rivelarlo è un’indagine della Cna Nazionale, secondo cui in Abruzzo ben il 61,3% dei comuni, ovvero 187 su 305, è sprovvisto di sportelli bancari, e situazione peggiore è solo in Molise (83,8%), Calabria (74,5%), Valle d’Aosta (74,3%) e Piemonte (65,8%).

A livello territoriale nella provincia dell’Aquila sono senza sportelli 80 comuni, con 59.629 residenti coinvolti e 3.996. Seguito dalla provincia di Chieti con 68 sportelli, 64.129 cittadini e 4.308 imprese e Pescara, 22 sportelli, 20.089 cittadini e 1.336 imprese.

E’ Teramo a subire almeno in parte i danni minori, con 17 comuni senza sportelli bancari, 19.992 residenti coinvolti e 1.445 imprese.

Da un’analisi della Cna emerge che nel 2015 risiedevano in comuni privi di sportello circa 2,26 milioni di persone, il 3,8% della popolazione italiana.

Nel 2025 il numero è salito a 4,84 milioni, pari all’8,2% dei residenti. In dieci anni la popolazione coinvolta è quindi più che raddoppiata, con un aumento di quasi 2,6 milioni di cittadini. Anche il numero dei comuni senza banca è cresciuto sensibilmente: dai 2.251 del 2015 a circa 3.456 nel 2025. Oggi quasi il 44% dei comuni italiani non dispone di una filiale.

Il fenomeno è fortemente concentrato nei territori di minore dimensione. Oltre il 96% dei comuni senza sportello ha meno di 5mila abitanti e, tra quelli con meno di mille residenti, nove su dieci sono privi di una banca.

La desertificazione bancaria assume inoltre una marcata dimensione sociale. Nei comuni senza sportello vivono quasi 1,28 milioni di persone con almeno 65 anni e oltre 643mila con più di 75 anni. Gli anziani rappresentano il 26,3% della popolazione coinvolta, una quota particolarmente rilevante in territori nei quali gli spostamenti sono spesso più difficili e le competenze digitali meno diffuse.

“La digitalizzazione dei servizi bancari rappresenta un’opportunità, ma non può trasformarsi in una ritirata indiscriminata dai territori – sottolinea il presidente Cna Dario Costantini – per una piccola impresa il rapporto con la banca non si esaurisce in un’applicazione o in una procedura automatizzata. Servono interlocutori capaci di conoscere l’azienda, valutarne i progetti e accompagnarne gli investimenti. Quando chiude una filiale si allontana un punto di riferimento per famiglie, anziani, attività economiche”