Martedì, 4 Agosto 2026 Vasto

Francesco Menna: “Per il Ponte Trigno si segua il modello del Morandi di Genova”

Quanto sta avvenendo dalle nostre parti è semplicemente scandaloso

Monta la protesta attorno al crollo del ponte sul fiume Trigno e i residenti, uniti alla vicina popolazione del Vastese,  chiede che per la ricostruzione del ponte sulla Statale 16 si  segua il “Modello Genova” del Ponte Morandi , ossia procedure d’emergenza, commissari straordinari e poteri speciali in deroga al codice degli appalti.

A scriverlo, nei giorni scorsi, a firma di Paola Calvano, è il quotidiano dell’Abruzzo Il Centro.

D’accordo con loro il sindaco di Vasto, Francesco Menna vicino anche alla famiglia Racanati che reclama la riconsegna del corpo di Domenico Racanati, 52 anni , marittimo di Bisceglie volato giù dal ponte con la sua auto. La campata del ponte Trigno è crollata il 2 aprile interrompendo i collegamenti fra Abruzzo e Molise . Per il ponte di Genova fu varato un decreto ad hoc con poteri speciali immediati . Per il Trigno al contrario l’iter politico e giudiziario sta allungando i tempi . Tutto è fermo.

Abruzzo popolare chiede la stessa rapidità e trasparenza del governo ligure per evitare l’isolamento economico della costa Adriatica. Francesco Menna: ” E’ assurdo che dopo tante settimane ed una riunione in Procura a Larino , tutto tace. Non ci sono più notizie . il Governo pensa alla legge elettorale e alle spese militari e i problemi di cittadini e operatori economici restano. C’è poi lo strazio affatto secondario di una famiglia che giustamente reclama la riconsegna del corpo di un uomo che da 4 mesi è sotto le macerie. L’area è bloccata e la viabilità gravemente compromessa. Quattro mesi di ritardo sono inaccettabili “.

La famiglia  di Domenico Racanati non si arrende.

“Dopo  quattro mesi “, scrive la figlia Angelica , “chiediamo una risposta chiara: quali sono i prossimi passi e quando potranno iniziare concretamente le operazioni di dragaggio?  Dal giorno del crollo la nostra vita è rimasta sospesa . Da quanto ci è stato comunicato due ditte hanno già effettuato il sopralluogo necessario per le operazioni di dragaggio, mentre siamo ancora in attesa del sopralluogo della terza ditta. Ed è proprio per questo che chiediamo: qual è il prossimo passaggio? Quali sono i tempi previsti? C’è ancora qualcosa che impedisce l’avvio delle operazioni?  La trasparenza, in questo momento, non è soltanto un diritto: è ciò di cui abbiamo bisogno”.

Paola Calvano