Venerdì, 31 Luglio 2026 San Salvo

Lara Molino in tour con i concerti dell'estate 2026

Musica, tradizione e memoria, ad agosto anche il ricordo di Marcinelle nel documentario Rai "Il Fiore delle Terre Nere"

Sarà un'estate ricca di appuntamenti quella della cantautrice abruzzese Lara Molino, impegnata in un intenso calendario di concerti che la porterà ad esibirsi in diverse località dell'Abruzzo con i suoi spettacoli dedicati alla canzone d'autore e alla valorizzazione della tradizione musicale regionale. Reduce dall'uscita del nuovo singolo "J'Abbruzzu", omaggio alla cultura popolare e al dialetto aquilano, l'artista prosegue il suo percorso artistico con un tour che attraversa il territorio abruzzese, alternando concerti, recital e momenti dedicati al canto popolare.
L'estate di Lara Molino sarà caratterizzata anche da un appuntamento di grande valore civile e storico.
In occasione del 70° anniversario della tragedia di Marcinelle, il prossimo 6 agosto, presso il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, sarà presentato in anteprima il documentario "Il Fiore delle Terre Nere – Marcinelle 70 anni dopo", scritto e diretto da Salvatore Braca e realizzato da Pandataria Film con Rai Documentari.
La cantautrice abruzzese ha preso parte alle riprese del documentario, contribuendo con la propria musica e con la sua testimonianza artistica. Una presenza non casuale. Lara Molino è infatti autrice del brano "8 agosto 1956", dedicato ai 262 minatori morti nella miniera di Bois du Cazier, tra i quali 136 italiani, molti dei quali abruzzesi.
Le sequenze musicali sono state girate proprio nei luoghi simbolo della memoria di Marcinelle.
«In Piazza Marcinelle a Manoppello,  abbiamo cantato diversi brani, tra cui "8 agosto 1956", ripresa più volte da diverse angolazioni. Successivamente abbiamo continuato le riprese tra i vicoli della città, con la mia chitarra e due miei musicisti che mi accompagnavano, Giuseppe Di Falco e Maria Aurelia Del Casale, rispettivamente con fisarmonica e percussioni».
Tra i momenti più intensi del documentario, quello vissuto davanti all'abitazione di una vedova di uno dei minatori scomparsi.
«È stata sicuramente la scena più emozionante. Abbiamo suonato davanti alla sua porta e quando ci ha aperto non sono riuscita a trattenere le lacrime. Mi sono profondamente commossa mentre cantavo. Avrei voluto abbracciarla, ma continuavo a stringere la chitarra. È stata un'esperienza che porterò sempre nel cuore».
Nel documentario Lara Molino racconta anche come è nato il suo legame con quella tragedia.