Sarà un'estate ricca di appuntamenti quella della cantautrice abruzzese Lara Molino, impegnata in un intenso calendario di concerti che la porterà ad esibirsi in diverse località dell'Abruzzo con i suoi spettacoli dedicati alla canzone d'autore e alla valorizzazione della tradizione musicale regionale. Reduce dall'uscita del nuovo singolo "J'Abbruzzu", omaggio alla cultura popolare e al dialetto aquilano, l'artista prosegue il suo percorso artistico con un tour che attraversa il territorio abruzzese, alternando concerti, recital e momenti dedicati al canto popolare.
L'estate di Lara Molino sarà caratterizzata anche da un appuntamento di grande valore civile e storico.
In occasione del 70° anniversario della tragedia di Marcinelle, il prossimo 6 agosto, presso il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, sarà presentato in anteprima il documentario "Il Fiore delle Terre Nere – Marcinelle 70 anni dopo", scritto e diretto da Salvatore Braca e realizzato da Pandataria Film con Rai Documentari.
La cantautrice abruzzese ha preso parte alle riprese del documentario, contribuendo con la propria musica e con la sua testimonianza artistica. Una presenza non casuale. Lara Molino è infatti autrice del brano "8 agosto 1956", dedicato ai 262 minatori morti nella miniera di Bois du Cazier, tra i quali 136 italiani, molti dei quali abruzzesi.
Le sequenze musicali sono state girate proprio nei luoghi simbolo della memoria di Marcinelle.
«In Piazza Marcinelle a Manoppello, abbiamo cantato diversi brani, tra cui "8 agosto 1956", ripresa più volte da diverse angolazioni. Successivamente abbiamo continuato le riprese tra i vicoli della città, con la mia chitarra e due miei musicisti che mi accompagnavano, Giuseppe Di Falco e Maria Aurelia Del Casale, rispettivamente con fisarmonica e percussioni».
Tra i momenti più intensi del documentario, quello vissuto davanti all'abitazione di una vedova di uno dei minatori scomparsi.
«È stata sicuramente la scena più emozionante. Abbiamo suonato davanti alla sua porta e quando ci ha aperto non sono riuscita a trattenere le lacrime. Mi sono profondamente commossa mentre cantavo. Avrei voluto abbracciarla, ma continuavo a stringere la chitarra. È stata un'esperienza che porterò sempre nel cuore».
Nel documentario Lara Molino racconta anche come è nato il suo legame con quella tragedia.