Venerdì, 24 Luglio 2026 Nazionali

Prosegue il mistero sui dischetti di plastica ritrovati sulle spiagge dell’Adriatico

Dalla foce dell’Adige alla Romagna fino alla Puglia, continua la presenza dei supporti plastici utilizzati nel trattamento delle acque reflue

Prosegue il mistero dei piccoli dischetti di plastica nera ritrovati da oltre un anno sulle spiagge dell’Adriatico. Le recenti segnalazioni arrivate dalla costa romagnola e nuovamente dalla Puglia confermano che il fenomeno non è ancora risolto e continua a estendersi ben oltre il litorale veneto interessato dai primi ritrovamenti. A denunciarlo è Plastic Free Onlus, organizzazione di volontariato impegnata dal 2019 nel contrasto all’inquinamento da plastica, che chiede alle autorità competenti di individuare con urgenza l’origine della dispersione e fermare l’arrivo di questi materiali in mare.

Le prime segnalazioni risalgono a gennaio 2025, quando migliaia di piccoli dischetti neri, sottili e leggermente concavi, iniziarono a comparire sulle spiagge di Rosolina Mare, in provincia di Rovigo, a ridosso della foce dell’Adige. Insieme a questi elementi, i volontari hanno rinvenuto anche spezzoni di guaine plastiche e frammenti di piccoli tubi corrugati.

Non si tratta di comuni rifiuti, ma di supporti plastici per film biologico utilizzati nel trattamento delle acque reflue. Questi carrier vengono impiegati nei sistemi biologici di depurazione per offrire una superficie sulla quale si sviluppano i microrganismi necessari ai processi di trattamento delle acque.

La provenienza dei dischetti non è stata ancora accertata. Tra le ipotesi più accreditate vi è il malfunzionamento di un impianto di depurazione situato nel bacino dell’Adige, probabilmente in Veneto o in Trentino-Alto Adige. Un guasto o un sistema di contenimento non adeguato potrebbero aver disperso i carrier nel corso d’acqua, trasportandoli poi fino alla foce e lungo le coste adriatiche.

A sostenere questa ipotesi è la distribuzione dei ritrovamenti: le concentrazioni maggiori sono state segnalate a Rosolina Mare e in prossimità della foce dell’Adige, ma dischetti sono stati rinvenuti anche a Chioggia, Sottomarina, Isola Verde, lungo il corso dell’Adige nel territorio di Verona, sulla costa romagnola e in Puglia. Il dato emerso lo scorso maggio nel “Weekend del Mare” di Plastic Free conferma la portata del fenomeno: durante il monitoraggio condotto secondo il protocollo ISPRA e le indicazioni comunitarie, su tratti campione di 100 metri sono stati conteggiati 87 dischetti tra Chioggia, Rosolina Mare, Porto Viro e Porto Tolle. Le successive raccolte lungo il litorale di Rosolina Mare hanno confermato che la dispersione è ancora in corso, con la presenza di nuovi materiali plastici sull’arenile.

“Siamo stati i primi a segnalare la presenza dei dischetti spiaggiati a Rosolina nel gennaio 2025 – ricorda Riccardo Mancin, referente Plastic Free –. L’auspicio era che si arrivasse in tempi rapidi a capire cosa fossero, da dove arrivassero e a intervenire urgentemente per risolvere la problematica. Siamo davvero amareggiati nel constatare che se ne ritrovino ancora tantissimi – aggiunge Mancin –. Ci preoccupa non poco l’impatto ambientale di questi dischetti, a cui si sommano ingenti quantità di pezzi di piccoli tubi corrugati, e ancor più preoccupante è vedere che non si riesca ad arrivare in fondo alla risoluzione del problema”.

Plastic Free rinnova quindi l’appello alle autorità e agli enti competenti affinché venga individuata la fonte della dispersione e interrotto il flusso di materiali plastici verso il fiume e il mare.

“Chiediamo – conclude Mancin – a gran voce un maggiore impegno sulla questione, nell’interesse del territorio, della sua immagine ma, principalmente, per salvaguardare l’ambiente e chi lo vive”.