Domenica, 19 Luglio 2026 Abruzzo

A Pescara scatta l'operazione "Presa della battigia"

Mare Libero monta un ombrellone in spiaggia “Con concessione scaduta”

Si è rinnovato l’annuale appuntamento della “Presa della Battigia”, l’iniziativa promossa dall’associazione Mare Libero che richiama simbolicamente la storica presa della Bastiglia del 14 luglio 1789 a Parigi. La ricorrenza è declinata sul tema della libera fruizione del demanio marittimo e, per la prima volta in assoluto, l’iniziativa ha fatto tappa in Abruzzo sul litorale di Pescara: un gruppo di attivisti si è ritrovato sull’arenile “per esercitare concretamente il proprio diritto a godere della spiaggia in quanto bene pubblico”.

L’azione si è svolta in uno storico stabilimento balneare del centro. Gli attivisti hanno piantato un ombrellone e steso i propri teli davanti alla prima fila di lettini, posizionandosi comunque dietro la linea immaginaria dei 5 metri dalla battigia per garantire il libero passaggio e non intralciare in alcun modo le eventuali operazioni di soccorso.

La presenza del gruppo ha subito innescato una reazione da parte del personale della struttura: dopo pochi minuti, due lavoratori dello stabilimento hanno tentato di allontanare gli attivisti provando a rimuovere con la forza i loro teli mare. Fallito questo primo tentativo, è intervenuto direttamente il gestore dello stabilimento, il quale ha cercato di far valere la proroga della propria concessione fino al 2033.

Gli attivisti hanno risposto che “le sentenze dell’adunanza plenaria del Consiglio di Stato numero 17 e 18 del 2021 hanno decretato che le concessioni balneari sono scadute a fine 2023. Di conseguenza, qualsiasi ulteriore proroga è da considerarsi priva di efficacia in assenza di gare pubbliche e trasparenti. Si tratta di procedure che il Comune di Pescara non ha ancora indetto, mentre realtà vicine, come il Comune di Vasto, hanno dovuto adeguarsi ai pronunciamenti del TAR avviando i bandi per la prossima stagione balneare”.

“In sostanza, in assenza di gare pubbliche, quelle attuali sono a tutti gli effetti spiagge libere. Chiunque ha il diritto di andare al mare dove desidera, portando con sé il proprio ombrellone e il proprio telo”, hanno ribadito i rappresentanti di Mare Libero APS. Di fronte alle precise argomentazioni giuridiche, il gestore ha dovuto desistere, lasciando che il gruppo continuasse a prendere il sole e a fare il bagno nel punto scelto”, hanno precisato.

Scrive Mare libero: “la situazione del litorale pescarese appare particolarmente critica: le spiagge libere in città rappresentano meno del 20% del totale, con la Regione Abruzzo che ha persino concesso a Pescara la possibilità di scendere fino alla soglia del 10%. Mare Libero APS chiede un cambio di rotta radicale: ogni Comune dovrebbe garantire almeno il 50% di spiagge libere per i propri cittadini. Tali aree, inoltre, devono essere dotate dei servizi essenziali e individuate in tratti di costa idonei, lontano dalla foce dei fiumi, dalle infrastrutture portuali o dagli scarichi fognari”.