Martedì, 14 Luglio 2026 AbruzzoResa dei conti tra Confagricoltura e QuaglieriLobene, “Non faccia lo spiritoso, pensi ai problemi”“Quaglieri faccia meno lo spiritoso, pensi ai problemi reali della gente e non a fare della facile ironia”. “noi siamo l’organizzazione più rappresentativa, se ne faccia una ragione”. “Probabilmente questa cosa delle nomine interessa più la sua persona perché probabilmente ha goduto di qualche favore da parte di questa organizzazione, dico qualche, e mi fermo qui..”. “Propaganda elettorale di chi ad una dignitosa resa politica preferisce in tutti i modi mascherare la realtà”. Sono volati stracci, oggi nella conferenza stampa convocata da Confagricoltura L’Aquila ad Avezzano, con il presidente Fabrizio Lobene che ha vibrato bordate all’assessore regionale al Bilancio, Mario Quaglieri, il mister preferenze alle elezioni del 2024 con quasi 12mila voti, nell’ambito dello scontro che si è acceso sulla normativa regionale che disciplina le aree idonee all’installazione di impianti alimentati da fonti rinnovabili. Un presa di posizione quella di Lobene non affatto scontata: non va dimenticato che Lobene, importante imprenditore agricolo del Fucino, è il padre di Cesidio Lobene, sindaco di Trasacco, il feudo dello stesso Quaglieri, e dove l’ora assessore e medico chirurgo è stato sindaco. E Lobene figlio è considerato uno dei più fedeli alleati di Quaglieri. Ma non solo: Confagricoltura ha con forza appoggiato alle elezioni regionali del 2024 Quaglieri, contribuendo al suo grande risultato elettorale. Un passo indietro: a innescare la miccia una conferenza stampa del senatore del Pd Michele Fina, il capogruppo Silvio Paolucci, il consigliere Antonio Di Marco e il Vice Presidente del Consiglio regionale Antonio Blasioli, che e messe a disposizione della stampa le osservazioni dei Ministeri competenti che hanno rilevato vizi di legittimità della norma regionale in materia di eccesso di competenza, contrasto con le fonti normative nazionali e violazione dell’art. 117 della Costituzione, con forte rischio di impugnazione. Ad intervenire con veemenza è stato dunque Quaglieri, “sono consapevole che il caldo africano di questi giorni possa portare ad una necessità maggiore di idratazione ma non pensavo che tra gli effetti a breve termine potessimo contemplare la dimenticanza, l’incoerenza e la falsa rappresentazione della realtà”, e ha aggiunto: “giova ricordare agli strilloni di turno che tra le regioni a statuto ordinario , la nostra è a stata la prima a dotarsi di una legge sulle aree idonee, per mezzo di una normativa chiara ed efficace”. Quaglieri si è detto stupito “dalla solita, inopportuna, ipocrita polemica sterile del Pd e del proprio senatore marsicano con vitto sicuro romano che ammonisce circa la mancata trasparenza nella legge regionale”. Assicurando che la Regione Abruzzo con due leggi regionali “ha prontamente recepito le direttive delle norme nazionali, garantendo certezze a tutti gli operatori del settore che quotidianamente lavorano per ottenere permessi e autorizzazioni che portino ad aumentare concretamente la produzione di energia pulita, contrariamente a quanto affermato dagli urlatori di minoranza” E poi l’attacco a Confagricoltura: “stupisce, altresì, la presa di posizione di una sigla rappresentativa di centinaia di miei conterranei. Non dico un’eresia se leggendo nelle recenti memorie regionali , almeno da quando siedo sugli scranni ovvero dal 2019, credo trattasi della stessa associazione di categoria che ha ottenuto nomine importanti da questo governo di centrodestra, ha partecipato a tavoli dove di comune accordo si è deciso di intraprendere una strada anziché altra, ha beneficiato di sostegno e vicinanza quotidiana ed ora che fa? Decide di convocare una conferenza stampa ad hoc promettendo notizie bollenti e scatti a mo’ di Barillari nella dolce vita romana!” E la risposta di Confagricoltura con L0bene non si è fatta attendere, oggi in conferenza stampa. “Questo è un documento del governatore Marsilio, questo è un documento del ministero, quest’altro è un documento del ministero della sicurezza energetica e dell’ambiente, questo qui è dell’Agricoltura, tutti fortemente critici nei confronti del dettato legislativo nazionale. Con questi soldati non possiamo fare nessuna guerra, purtroppo, quindi il dottor Mario Quaglieri prima di parlare sarebbe bene o dovrebbe quanto meno rimuovere il suo consigliere legale per il semplice fatto che alterna tutta una serie di strafalcioni nel suo comunicato”. Tra i documenti ufficiali contenuti nel fascicolo consegnato alla stampa, quelloi che dimostrano che il Governo centrale non ha impugnato la norma dinanzi alla Corte Costituzionale esclusivamente perché il presidente Marco Marsilio ha preso l’impegno a modificare il testo, quelli che dimostrerebbero che il Ministero dell’Agricoltura ha bocciato la norma, rispetto alla direttiva nazionale, ricordando l’obbligo di tutelare in modo assoluto le aree agricole di pregio e di non superare il limite del 3% della Superficie Agricola Utilizzata (SAU) calcolato su base comunale. Quello che a Confagricoltura interessa sommamente. A far inviperire Lobene il passaggio dove Quaglieri parla “dell’associazione di categoria che ha ottenuto nomine importanti da questo governo di centro-destra”. “Allora vorrei capire una cosa, quali sono, dottor Quaglieri, dica quali sono le nomine importanti da questo governo di centro-destra? Tutta la nostra rappresentatività è dettata dai soci, la rappresentatività è dettata dai numero dei soci, probabilmente a lui questo fatto non gli va a genio perché noi siamo l’organizzazione più rappresentativa, se ne faccia una ragione. “Ma non è solo questo: probabilmente questa cosa delle nomine interessa più la sua persona perché probabilmente ha goduto di qualche favore da parte di questa organizzazione, dico qualche, e mi fermo qui”. Sullo stesso argomento: “respingiamo con fermezza al mittente anche i velenosi e mendaci accenni, volti chissà a quale fine, alle “nomine” sollevati dall’assessore Quaglieri. Preghiamo lo stesso di voler denunciare pubblicamente quali siano queste nomine, dal momento che non ne abbiamo mai avuto nota. Contestualmente lo inviterei a manifestare gratitudine nei confronti di questa organizzazione agricola, dal momento che la stessa insieme ai propri associati, aldilà delle appartenenze politiche e per i soli motivi di rappresentatività territoriale, ha sostenuto la sua ascesa politica, condividendo nel tempo battaglie su cui eravamo pienamente allineati a vantaggio di tutta la regione Abruzzo. Piuttosto sorge spontaneo domandarsi, perché tanto accanimento da parte di un assessore in una questione in relazione alla quale non ha alcuna delega e/o competenza amministrativa?”. Altre bordate ancora: “Quaglieri faccia meno lo spiritoso, pensi ai problemi reali della gente e non a fare della facile ironia. Noi non facciamo una facile ironia, noi facciamo solide realtà, come diceva una famosa pubblicità”. Quaglieri per Lobene, “con superficialità imbarazzante ha tentato di derubricare il disastro legislativo della Regione a ‘polemiche sterili’ dovute al ‘caldo africano – e la veridicità dei documenti presentati dall’associazione. Da una parte c’è la disperata propaganda elettorale di chi ad una dignitosa resa politica preferisce in tutti i modi mascherare la realtà, favorendo il venir a meno della credibilità di taluni, che con la reiterazione di siffatta arroganza rischia di estendersi a un’intera classe dirigente; dall’altra c’è l’impegno di chi lavora carte alla mano per difendere il futuro agricolo dell’Abruzzo”. Al fianco di Lobene, c’erano il direttore Stefano Fabrizi, i dirigenti storici Settimio Iacutone e Riccardo Federici, e della delegazione dei Giovani guidata da Erminio Pensa e Franco Cherubini. Sulla vicenda si registra anche il post sui social dell’ex consigliere regionale Maurizio Di Nicola: “Quaglieri ha goduto di qualche favore da parte di questa organizzazione, dice Lobene. In risposta all’assessore regionale Quaglieri che aveva messo in evidenza che l’associazione di categoria è stata premiata dal governo regionale. Cosa significa? Di cosa stiamo parlando? Vogliamo sapere di che scambio si tratta! E a spese di chi?”.
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