Lunedì, 6 Luglio 2026 AbruzzoGlobal Service Ospedali AbruzzoJ’accuse di D'Alfonso, “Poche ore lavoro, salari non dignitosi"Società che macinano profitti, con indici Ebitda da incorniciare, eppure anche in Abruzzo le cronache restituisco casi di vertenze per le condizioni lavorative dei loro dipendenti. È il caso delle società di “global service” in ambito ospedaliero a cui le Asl abruzzesi, come in tutta Italia, affidano la gestione dei servizi non clinici, come ad esempio quella degli impianti, della manutenzione delle apparecchiature elettromedicali, delle pulizie e della logistica. Ad accendere ora i fari sul ruolo delle società di global service è l’ex presidente della Regione e ora deputato del Partito democratico Luciano D’ Alfonso, in una lettera inviata al direttore regionale del dipartimento Sanità Camillo Odio, al prefetto di Pescara, Luigi Carnevale e, per conoscenza al presidente della Corte dei Conti Ugo Montella e al presidente della commissione di Vigilanza del consiglio regionale, Sandro Mariani, anche lui del Pd. E a manifestare crescente malessere sono anche le cliniche private convenzionate, che anche loro ricevono soldi dal pubblico, per prestazioni mediche, ma con fette della torta sempre più risicate. Anche alla luce, in Abruzzo, del piano di rientro dal deficit della sanità che ha imposto un draconiano piano operativo di tagli e risparmi, per arrivare al pareggio nel 2028, con il buco per il 2026 previsto come tendenziale intono agli 80 milioni. Va poi ricordato che spesso gli affidamenti vengono prorogati sui servizi più remunerativi anche con bandi scaduti da anni. E secondo quanto si è appreso il Consip costa più dei bandi normali, mentre spesso le Asl non utilizzano le centrali uniche di committenza ma fanno bandi per conto proprio. Mariani ha già risposto a D’Alfonso, annunciando la convocazione di una apposita seduta di commissione. D’Alfonso, facendo appello “alla puntuale e circospetta capacità di analisi, di approfondimento e di verifica”, denuncia “un eccessivo e direi abusato ricorso all’utilizzo dei cosiddetti Global Service nella gestione della contrattualistica riguardante i nostri ospedali regionali in generale”, in particolare, sottolinea, nei nosocomi rientranti nella competenza della Asl del capoluogo adriatico”. Il dato negativo, per D’Alfonso, è che “si riscontra con i contratti di Global Service, quando questo genera la datorialità di lavoro, è la circostanza fattuale e puntuale che le condizioni di contrattualizzazione sono sempre più scadenti sul fronte della dignità dei lavoratori: poche ore di lavoro, salari irriconoscibili sul piano della dignità della persona”. D’Alfonso ricorda poi che da presidente della Regione, che lo ha tra l’altro visto impegnato a far uscire l’Abruzzo da commissariamento della spesa sanitaria, “mi sono dedicato e appassionato nel far capire sia al versante imprenditoriale che al versante delle Asl che quei contratti andavano e vanno contenuti e temperati per fare sempre uscire confermati il rispetto e l’osservanza della dignità di chi lavora”. “Ricordo quanto il tema specifico affondi le sue radici indietro nel tempo, rammento i roboanti proclami quando personalmente da Governatore d’Abruzzo e da Commissario straordinario della Sanità, dopo aver ereditato i disastri prevedibili dell’immediato passato, nel 2015 sottoposi ai direttori delle 4 Asl abruzzesi la riduzione decisa del ricorso al personale assunto con contratti di precariato, ponendo anche un tetto al fine di diminuire la relativa spesa al 50% rispetto a quella sostenuta nel 2009”, ricorda ancora D’Alfonso. D’Alfonso ritiene dunque che la strada è quella della stabilizzazione del personale della Asl, con progressiva necessità di ricorrere alla esternalizzazione dei servizi. “La mia direttiva conviveva con l’organizzazione di concorsi pubblici previsti dalla normativa per l’immissione in servizio di medici e infermieri dotati di diritti e doveri fissati nero su bianco dalla sottoscrizione di un impegno tra le parti a tempo indeterminato, capace di garantire progettualità di vita”. D’Alfonso conclude la lettera auspicando l’apertura di un dibattito “utile a sollecitare in senso propositivo, e con esiti positivi, il tentativo di far dialogare gli operatori economici erogatori di Global Service con i vertici delle Asl al fine di individuare il percorso amministrativo più idoneo, in questa fase, per garantire la tutela del personale in servizio e dei cittadini, ultimi fruitori delle attività sanitarie poste in essere. Nel contempo ritengo sia altrettanto fondamentale intervenire per una garanzia di vita nei confronti di tale personale, accelerando in maniera poderosa sul tema concorsuale, individuando bisogni reali, quantificandone la numerologia, e procedendo con iniziative precise e insindacabili”. In una nota di risposta del presidente della commissione Vigilanza Mariani si conferma l’intenzione “di avviare operazioni di confronto-verità, anche avvalendoci dei referti e delle relazioni di parifica della Corte dei Conti Abruzzo, convocando i vertici delle ASL abruzzesi, i vertici delle società a rilievo economico prevalente e, soprattutto, i sindacati di categoria e di settore”. Risulta evidente, prosegue la nota, che “il diffondersi del partenariato pubblico-privato, se da una parte garantisce velocità e certezza nelle realizzazioni, dall’altra ci pone dinanzi a una complessità decisionale da monitorare, poiché rischia di diventare antigiuridica quando si stimano e si misurano nel merito i diritti del personale che lavora negli esercizi di lunga durata dei servizi di riferimento”. |
