Lunedì, 15 Giugno 2026 ChietiIl prof. Pierluigi Sacco entra nella Commissione internazionale di Nature Medicine sulla salute del cervelloIl docente della d'Annunzio farà parte del gruppo di lavoro che studia il rapporto tra ambiente, cultura e benessere cognitivo come fattore di resilienza economicaNuovo prestigioso riconoscimento internazionale per l'Università d'Annunzio di Chieti-Pescara. Il professor Pierluigi Sacco, docente di Politica economica presso il Dipartimento di Neuroscienze, Imaging e Scienze Cliniche e delegato del rettore alla Mobilità e alle Relazioni internazionali, è entrato a far parte della nuova Nature Medicine Gbhi Commission on Brain Health. Si tratta di una commissione internazionale promossa da Nature Medicine e dal Global Brain Health Institute che si occuperà di approfondire il tema della salute del cervello e del suo ruolo nella resilienza economica delle società contemporanee. Al centro delle attività della commissione vi è il concetto di "esposoma", ovvero l'insieme dei fattori ambientali, sociali e culturali con cui ogni individuo entra in contatto durante l'intero arco della vita. Il nuovo approccio proposto dal gruppo di lavoro punta a superare la tradizionale visione che considera esclusivamente gli effetti negativi di elementi come inquinamento, stress e sostanze nocive, per analizzare anche il ruolo positivo esercitato dall'ambiente sociale, dalle relazioni e dalla cultura sul benessere cognitivo. Secondo questa prospettiva, infatti, il cervello non è un semplice destinatario passivo delle influenze esterne, ma un organo che interagisce continuamente con l'ambiente circostante. Contesti sociali favorevoli, relazioni significative e stimoli culturali possono contribuire a rafforzare le capacità cognitive ed emotive delle persone. «Questo è il legame che vedo con il Centro BACH della d'Annunzio», spiega Sacco. Il riferimento è al centro di ricerca BACH (Biobehavioral Arts and Culture for Health, Sustainability and Social Cohesion), nato per studiare il ruolo della cultura e delle arti come determinanti della salute attraverso metodologie scientifiche e misurazioni bio-comportamentali. «Questa competenza è esattamente ciò di cui il nuovo approccio ha bisogno: un modo per decifrare come le esposizioni culturali e sociali si registrano nel corpo e nel cervello e per trattare il lato arricchente dell'esposoma con lo stesso rigore che finora è stato riservato ai suoi effetti dannosi», sottolinea il docente. Per la nuova commissione internazionale, il cosiddetto "brain capital", cioè il patrimonio cognitivo e mentale delle persone, rappresenta infatti un elemento decisivo per la resilienza economica e sociale delle comunità.
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