Lunedì, 15 Giugno 2026 AbruzzoCosti vacanze estive: L'Aquila città molto costosa"Insegue" Venezia, superate Milano e Roma, “Città d'arte e montagna"La montagna resta la meta più cara per le vacanze, basta buttare un occhio ai prezzi di Ortisei dove si spendono in media 1.672 euro, mentre tra le città d’arte Firenze è la più conveniente. La più cara si conferma Venezia; al secondo posto una città abruzzese, L’Aquila, che nell’anno della Capitale italiana della cultura, quanto a costo di alloggi e vitto, supera addirittura Milano, Napoli, Roma e buona parte della città toscane. È quanto emerge dall’analisi sui costi delle vacanze estive 2026 realizzata da Altroconsumo che ha preso in esame, in particolare, venti località turistiche italiane, tra città d’arte, mare, montagna e isole maggiori. Una settimana di vacanza in Italia costa in media 1.050 euro tra viaggio e alloggio, il 5% in meno rispetto allo scorso anno, ma la differenza tra le mete resta molto ampia. Le città d’arte sono la scelta più favorevole per chi vuole contenere la spesa. In media, una settimana ad agosto costa circa 725 euro, ben al di sotto della media complessiva dell’indagine. Firenze è la più conveniente, con 641 euro, seguita da Roma a 650 euro, Napoli a 659 euro e Milano a 687 euro. Anche Venezia, pur essendo più cara delle altre città considerate, resta sotto i 900 euro. E, a sorpresa, spunta L’Aquila dove il soggiorno settimanale per una coppia si aggira sui 818 euro, di cui 638 per l’alloggio e 180 per il viaggio. Roberto Laglia, presidente Cna Turismo, spiega così al Centro: “Le tariffe sono verosimili anche se bisogna capire come sono state effettuate le medie, se la stessa è eterogenea o se, nel calcolo, si è sommata ospitalità alberghiera con extra alberghiero e affitti brevi”. “Un’osservazione che mi viene a una prima lettura dei dati è che non si possono confrontare Firenze e L’Aquila ad agosto. Firenze è una città d’arte pura, poco vivibile in agosto: pertanto è credibile che i prezzi siamo più bassi della media. L’Aquila è città d’arte e di montagna, più vivibile in agosto rispetto a Firenze: i prezzi possono risultare pertanto più alti anche in virtù di una maggiore pressione della domanda, grazie anche alla Capitale delle Cultura. I turisti vengono all’Aquila per visitare la città e per fare escursioni nei borghi, alle Grotte di Stiffe, sul Gran Sasso. Non ultimo per godere della frescura serale. In generale, il capoluogo abruzzese sta vivendo un’interessante crescita turistica, con continuo incremento della domanda a partire dal dopo pandemia, in concomitanza con la fruibilità dei punti di interesse della città ricostruita”. Laglia evidenzia, inoltre, come “la pressione della domanda incida ovviamente sull’aumento dei prezzi: è una legge naturale del mercato, inoltre alcuni alberghi del centro storico hanno subìto ristrutturazioni e cambio di categoria. Questo può essere stato un ulteriore causa dell’aumento delle tariffe medie”. La sorpresa dell’indagine 2026 arriva dalla montagna. Mentre in alcune città e località di mare i prezzi scendono, le mete di montagna restano care e in certi casi rincarano. La media per una settimana in quota si aggira intorno ai 1.300 euro. Ortisei è la destinazione più costosa dell’intera indagine: una settimana per due persone costa 1.672 euro, con un aumento del 17% rispetto al 2025. Anche Valdisotto cresce, arrivando a 1.373 euro. Livigno resta stabile, mentre Champoluc registra una lieve diminuzione, ma rimane comunque sopra quota 1.200 euro. “Il peso principale è quello dell’alloggio. A Ortisei il solo soggiorno costa in media 1.451 euro, a Valdisotto 1.179 euro, a Livigno 1.069 euro e a Champoluc 1.064 euro – spiega Altroconsumo – sono cifre che rendono la montagna meno accessibile rispetto ad altre destinazioni, anche prima di aggiungere carburante e pedaggi. Non tutta la montagna, però, è fuori portata. Una settimana a Pila, nuova località analizzata quest’anno, costa 880 euro per due persone, viaggio compreso: un dato che mostra come anche chi preferisce una vacanza fresca, tra passeggiate e sport all’aperto, possa trovare alternative più abbordabili”. Ma a far oscillare molto il prezzo è anche la scelta dell’alloggio che può far variare il costo finale. In media, gli hotel sono più cari dei b&b: quest’anno costano circa il 15% in più. Ma non è una regola valida ovunque. All’Aquila, Lecce e Pila la differenza tra hotel e b&b è molto marcata, i primi tanto più cari dei secondi, mentre a Rimini, Jesolo e Livigno gli hotel risultano meno cari dei b&b. Rispetto al 2025, i prezzi degli hotel calano del 7%, mentre quelli dei b&b aumentano del 17%. “Se guardiamo agli ultimi cinque anni, però, il rincaro resta evidente: dal 2022 al 2026 i prezzi degli alloggi sono aumentati complessivamente del 15%, con un +12% per gli hotel e un +17% per i B&B», conclude Altroconsumo, «la crescita più forte riguarda la montagna, dove i prezzi degli hotel sono aumentati del 32% e quelli dei b&b del 67% in cinque anni. Il mare, invece, è in controtendenza: i prezzi risultano in calo sia per gli hotel sia per i b&b. Nelle città d’arte, infine, gli alloggi restano sostanzialmente stabili”. |
