Giovedì, 11 Giugno 2026 Chieti

Aquilano morto suicida nel carcere di Chieti

La famiglia riceverà un risarcimento di 600 mila euro

Colpo di scena sotto il profilo giudiziario sulla morte di un detenuto aquilano di 37 anni, suicida nel carcere di Chieti il 23 aprile 2018. La Corte d’Appello civile dell’Aquila ha infatti riformato il verdetto di primo grado, accogliendo le richieste dei parenti dell’uomo e riconoscendo  la responsabilità a carico delle amministrazioni coinvolte.

Per cui la Corte ha concesso un risarcimento di 600mila euro. Lo riporta il Messaggero. Il Ministero della Giustizia e la Asl Lanciano-Vasto-Chieti, pertanto, sono stati condannati in solido al risarcimento dei danni nei confronti dei parenti della vittima.

Secondo i giudici aquilani la tragedia era evitabile. Dall’esame degli atti emerge infatti che la documentazione clinica parlava di una situazione di patimento, caratterizzata da episodi di agitazione, rifiuto delle cure e continue richieste di assistenza. Tuttavia  non sarebbero state attivate procedure di sostegno psicologico.

I giudici ritengono carente l’attività di vigilanza tanto che era stata lasciata al detenuto una cintura, con la quale si è suicidato, nonostante avesse già manifestato intenzioni autolesionistiche. Probabile il ricorso in Cassazione di ministero e Asl.