Venerdì, 29 Maggio 2026 AbruzzoOperazione conclusa, Sae e Toto, "Impegno editoriale e sociale"Si completa l’operazione finalizzata al cambio di proprietà del quotidiano nazionale che parla abruzzeseIl gruppo Sae ha completato l’operazione di acquisizione del quotidiano La Stampa e dei rami d’azienda collegati. Per favorire questo processo, il Gruppo Sae ha costituito una sub holding, Sae Piemonte – composta da Gruppo Sae con il 51 per cento e Toto Holding con il 49 – finalizzata alla partecipazione di maggioranza nella società La Stampa Sae che sarà proprietaria della testata. Si completa così l’operazione finalizzata al cambio di proprietà del quotidiano nazionale che parla abruzzese, avviata dal gruppo editoriale in forte ascesa Sae del manager aquilano Alberto Leonardis e in cui è entrato nella newco il gruppo industriale di livello nazionale e internazionale con sede a Chieti, Toto, fondato dal patron Carlo Toto, tra le altre cose concessionario dell’autostrada abruzzese e laziale A24 A25. Il ruolo di amministratore delegato sarà affidato a Massimo Briolini, mentre la carica di presidente sarà assunta da Paolo Ceretti. E mentre si rafforza l’ipotesi del messinese Antonio Di Rosa, direttore editoriale di Sae, come nuovo direttore al posto di Andrea Malaguti, per la vicedirezione in ballo ci sono due aquilani, il giornalista e conduttore televisivo Alessandro De Angelis, che manterrebbe il suo attuale ruolo, oltre alla vicedirezione di HuffPost, e Luciano Tancredi, fedelissimo di Leonardis, ora direttore de La Nuova Sardegna. Tra gli azionisti Fondazione di Sardegna, Carimonte Holding, Sportcast, Reale Mutua e Toto holding. Gli azionisti piemontesi della società La Stampa Sae, che ha perfezionato oggi l’acquisto della testata, con efficacia dal primo giugno, partecipano al progetto editoriale apportando il capitale necessario al rilancio della nuova Stampa. Un investimento – sottolinea una nota – che nasce dalla fiducia nel territorio e dalla volontà di affermare e consolidare il legame tra le diverse realtà istituzionali e imprenditoriali piemontesi e la storica testata torinese, contribuendo a sostenerne il posizionamento in termini di autorevolezza, qualità dell’informazione e indipendenza. Una scelta che intende inoltre supportare un giornale di primaria importanza nel panorama editoriale italiano, rafforzando il pluralismo informativo nazionale. A fianco del Gruppo Sae, che detiene la maggioranza del capitale con il 51% e a cui spetta la responsabilità editoriale e industriale del progetto, ci saranno gli azionisti del territorio con il 42,33 complessivo: la Fondazione 9 febbraio 1867, creata da Exor per apportare i mezzi necessari all’operazione, avrà il 22%; la Fondazione La Stampa – Specchio dei tempi Ets, che ha uno storico rapporto con il giornale, l’1%; Paip – Partecipazioni Associazioni Industriali Piemontesi, veicolo di nuova costituzione formato dalle associazioni imprenditoriali di Cuneo, Novara Vercelli Valsesia, Asti e Torino, l’8,33%; Reale Mutua Assicurazioni il 6%; la Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo il 5%. Al gruppo di soci espressione del territorio piemontese si aggiunge inoltre la Fondazione di Modena con il 6,67%. Gli azionisti di minoranza avranno quindi complessivamente il 49%. “L’acquisizione de La Stampa costituisce un passo significativo nella strategia di crescita intrapresa dal Gruppo Sae. Riteniamo che il settore dell’editoria possa crescere attraverso investimenti su asset innovativi e di qualità e con progetti di comunicazione integrata, capaci di rendere sostenibili e realmente competitivi i gruppi editoriali”, commenta Alberto Leonardis, presidente e amministratore delegato del Gruppo Sae. “È questo il percorso che negli ultimi anni ci ha consentito di costruire una realtà solida – spiega Leonardis – con importanti marginalità e un fatturato in crescita. Un valido progetto industriale, la cui credibilità è stata confermata anche da una raccolta di investimenti che ha superato ampiamente le aspettative. Porteremo La Stampa ancora più al centro del panorama mediatico, innovando e valorizzando i suoi talenti, la sua tradizione e la sua identità. Questo traguardo è stato possibile soprattutto grazie all’impegno e alla professionalità dei giornalisti del nostro gruppo. Conoscendo la qualità di chi compone la redazione de La Stampa, non possiamo che guardare al futuro con fiducia, certi che ci attendano successi ancora più grandi”. In una nota, Toto Holding accoglie “con soddisfazione il perfezionamento dell’operazione che la vede entrare nella nuova compagine proprietaria de La Stampa, storica testata torinese tra le voci più autorevoli del giornalismo italiano”. “Si tratta di un’operazione che il Gruppo Toto non interpreta come mera partecipazione finanziaria – viene sottolineato -, bensì come un autentico impegno editoriale, industriale e sociale. È in questa prospettiva che la Holding ha scelto di essere direttamente rappresentata negli organi di governance – tanto nel Consiglio di Amministrazione della testata quanto in quello della sub-holding di controllo – con le proprie personalità di vertice”. “In un contesto del mercato editoriale nazionale e internazionale tutt’altro che agevole, Toto Holding è determinata a offrire un contributo che non sia soltanto economico, ma che esprima una precisa sensibilità industriale, posta al servizio del rafforzamento della testata e valorizzando appieno le opportunità offerte dall’innovazione dei linguaggi e dalla trasformazione tecnologica e digitale”. “La Stampa costituisce, per storia e cultura, un fondamento del patrimonio civile e imprenditoriale del Paese: un presidio di libertà e di pluralismo che ha accompagnato, con il racconto fedele della realtà, la storia e la crescita dell’Italia. Tale deve continuare a essere, rafforzando la propria capacità di incidere nel dibattito pubblico e di stimolare le forze vive della Nazione. L’ingresso ne La Stampa si inscrive, infine, nella volontà di Toto Holding di rilanciare la centralità di un pensiero industriale e manifatturiero troppo spesso negletto, eppure motore autentico dello sviluppo e della coesione del Paese. Un pensiero di cui la grande stampa è stata, e dovrà continuare a essere, testimone e interprete”, conclude.
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