Mercoledì, 20 Maggio 2026 Abruzzo

Marinelli e Gruppo PD Regione Abruzzo: “Solidarietà ai medici di famiglia e ai sindacati della medicina generale

"La Regione sta smantellando la sanità territoriale tra tagli, ritardi e Case di Comunità vuote”

“Esprimiamo piena solidarietà e vicinanza ai medici di medicina generale abruzzesi e a tutte le organizzazioni sindacali che hanno promosso la mobilitazione regionale del prossimo 21 maggio davanti alla sede della Regione Abruzzo. La loro protesta riguarda il futuro della sanità pubblica territoriale e il diritto dei cittadini ad avere cure accessibili, vicine ed efficienti”, così il segretario regionale del PD Daniele Marinelli e i consiglieri regionali del Partito Democratico Silvio Paolucci, Antonio Di Marco, Antonio Blasioli, Dino Pepe, Pierpaolo Pietrucci e Sandro Mariani intervengono dopo l’annuncio della manifestazione promossa da FIMMG, SMI, Cisl Medici, SNAMI e FMT.

“Da mesi denunciamo il fallimento della programmazione sanitaria della Giunta Marsilio – lamentano i consiglieri - . Oggi i sindacati della medicina generale certificano ciò che cittadini e operatori vivono ogni giorno: ritardi, assenza di confronto, mancanza di una visione e progressivo smantellamento della sanità di prossimità. Altro che rilancio del territorio: siamo davanti a una politica fatta di tagli, annunci e inaugurazioni senza servizi. Nel Programma Operativo la Regione ha previsto fino a 12 milioni di euro di tagli alla medicina territoriale, mentre mancano centinaia di medici di base e oltre 60 mila cittadini sono già senza medico di famiglia. È il risultato di una gestione fallimentare che rischia concretamente di riportare l’Abruzzo verso il commissariamento della sanità”.

I consiglieri regionali PD puntano il dito anche sullo stato di attuazione del PNRR sanitario: “Le Case di Comunità dovevano rappresentare il perno della nuova assistenza territoriale. Invece oggi molte strutture risultano in ritardo, altre vengono inaugurate senza un modello organizzativo definito, senza personale sufficiente e senza una reale integrazione con la medicina generale. Il rischio denunciato dai sindacati è concreto: avere contenitori vuoti mentre nei territori, soprattutto nelle aree interne, si continua a perdere prossimità sanitaria e continuità assistenziale. L’Abruzzo è inoltre tra le regioni con il più alto tasso di rinuncia alle cure. Migliaia di famiglie rinunciano a curarsi per difficoltà economiche, liste d’attesa interminabili e assenza di servizi vicini. È il segno più drammatico del fallimento delle politiche sanitarie regionali e nazionali. Non si può costruire la medicina del territorio contro i medici di famiglia o senza coinvolgere chi ogni giorno garantisce assistenza e prossimità ai cittadini. Servono subito il rinnovo dell’Accordo Integrativo Regionale, investimenti veri sulla medicina generale, il pieno utilizzo delle risorse del PNRR e un piano credibile per salvare la sanità territoriale abruzzese. Continuare così significa aumentare disuguaglianze, mobilità passiva e abbandono sanitario di intere comunità”.