Mercoledì, 20 Maggio 2026 VasteseConsiglio Comunale straordinario sulla legge di riforma del sistema idrico integratoScaricaciottoli ha illustrato gli aspetti salienti del progetto che prevede l’aggregazione di Sasi Aca e Saca“Con questo consiglio straordinario vogliamo approfondire i termini della riforma del sistema idrico integrato con l’auspicio che da questa seduta nasca un documento condiviso perché quando si parla di acqua si parla di un bene primario, vitale e quindi merita grande attenzione”: ha detto tra l’altro la presidente del Consiglio Comunale Gemma Sciarretta dando il via all’assemblea. E alla fine di una lunga seduta il documento prima di essere sottoposto al voto è stato illustrato dal sindaco Filippo Paolini nei punti più importanti: gestione pubblica dell’acqua, principi di efficienza, efficacia ed economicità, tariffe omogenee su tutto il territorio regionale, una mappa dei sub ambiti che verranno costituiti, conoscere il piano di investimenti per reti, impianti di depurazione, soprattutto per quanto riguarda le opere destinate a ridurre le perdite che attualmente sul territorio regionale superano il 50 per cento. Documento stilato sulla base della dettagliata e precisa spiegazione fatta dal presidente della Sasi (società che gestisce servizio idrico e depurazione di 87 Comuni della Provincia di Chieti) Nicola Scaricaciottoli che ha parlato del progetto che prevede l’aggregazione della Sasi con Aca e Saca e che alcune settimane fa è stato sottoposto parere dei sindaci. Il presidente prima di affrontare gli aspetti salienti del progetto ha ricordato che la legge di riforma prevede la riorganizzazione e l’accorpamento degli attuali gestori (tra cui la Sasi) per passare a un massimo di uno o due operatori regionali a totale gestione pubblica. L'obiettivo primario della legge è tutelare l'acqua come bene pubblico, mantenere l’affidamento in house per scongiurare il rischio di privatizzazione tramite gare che potrebbero favorire grandi gruppi nazionali o internazionali, equità nelle tariffe. Per quanto riguarda l’Abruzzo di sicuro il numero dei gestori (attualmente 6) non potrà superare quello delle quattro province. Si impone dunque una riduzione. “Questo studio è stato fatto proprio – ha esordito Scaricaciottoli non senza aver ribadito la complessità dell’argomento - alla luce della scadenza delle concessioni fissata al 31 dicembre 2027, non sono previste proroghe ed è necessario operare scelte in tempi brevi, alla luce di quanto ci viene richiesto dalla normativa nazionale e regionale. Affidato nel 2024 dal precedente Cda alla società Agena, una delle più qualificate del settore, che avrebbe dovuto esprimersi sulla concreta possibilità di aggregare 3 società e se questa formula avrebbe consentito l’affidamento in house della gestione del sistema idrico. Sono stati forniti alla società tutti i dati, compresi i bilanci e a marzo 2026 abbiamo avuto la risposta definitiva. La soluzione migliore, la più efficace – ha spiegato Scaricaciottoli – è la costituzione di una società consortile con speciali caratteristiche poiché la gestione del servizio idrico integrato ha precise specificità. E’ stata pensata ipotizzando due parti, una di vertice con il ruolo di gestire tutto il gruppo e un’altra comprendente cooperative territoriali per tutte le attività legate proprio ai territori dalla manutenzione agli sportelli informativi. Quando una società è consortile si possono istituire tanti rapporti. Il dato importante è avere un progetto che presenta una serie di elementi positivi: la riduzione dell’attuale frammentazione gestionale, la possibilità di accedere a finanziamenti maggiori. La Sasi è una società che è stata in grado di superare con le proprie forze momenti difficili, può contare su un bilancio sano e una fatturazione che va oltre i 40 milioni di euro l’anno ma è ovvio che se la richiesta di un finanziamento viene fatta da una società con un fatturato di oltre 100 milioni la risposta sarà sicuramente diversa e più soddisfacente. Altro dato confortante è l’ottimizzazione della tariffa, nonché una maggiore forza contrattuale che permette di avere abbassamenti di spesa con una ulteriore e più incisiva pianificazione degli interventi. Si tratta di un rapporto di sinergia in grado di rendere più efficiente ed efficace il servizio”. Il presidente ha più volte rimarcato che attualmente nessun Consorzio ha la possibilità di avere affidamento in house che resta invece l’obiettivo prioritario che società comuni e regione devono perseguire con forza e determinazione. L’acqua deve rimanere a gestione pubblica: punto questo su cui tutti si sono detti d’accordo. “Un mese fa abbiamo anche relazionato in Regione dove siamo stati ascoltati dalla I e dalla II Commissione, abbiamo inoltre incontrato i vertici delle altre due società, Aca e Saca. Stiamo compiendo tutti i passi necessari a garantire un percorso serio e credibile per arrivare alla realizzazione di un progetto che rappresenta un punto di partenza fondamentale per avere l’affidamento in house” Per il Presidente Scaricaciottoli che ha risposto con chiarezza alle domande di consiglieri e assessori, è stata anche l’occasione per sottolineare il lavoro che la società sta portando avanti, i risultati finora raggiunti e gli obiettivi ancora da centrare e ha ricordato i 50 milioni del Pnrr per opere importanti, il lavoro significativo in merito alla ingegnerizzazione delle reti, per poter ridurre le perdite. “Il problema non è dato dalla mancanza di acqua, ma dalla dispersione che c’è a causa di reti fatiscenti, vecchie di oltre 50 anni – ha detto ancora una volta il presidente – è un lavoro impegnativo e quotidiano quello che stanno facendo tecnici e operai se consideriamo l’alto numero di interventi eseguiti. Solo 20 giorni fa su Lanciano sono state riscontrate 35 perdite occulte, difficili pure da individuare, tanto per fare un esempio. Con il completamento del potabilizzatore, la messa in funzione della piattaforma, la conclusione anche dell’ultimo tratto della terza condotta i benefici saranno tangibili. Ora però è necessario concentrare energie e impegno sui prossimi appuntamenti quando saremo chiamati a esprimere con chiarezza e convinzione le nostre scelte in merito alla riforma e i tempi si fanno sempre più stretti”. Il documento elaborato a fine Consiglio è passato con i soli voti della maggioranza consiliare (13 sì), nella fila della minoranza 4 astenuti e uno contrario. |
