Domenica, 10 Maggio 2026 Abruzzo

Il Gruppo Toto potrebbe entrare in Newco dell'aquilano Di Leonardis

Per la vice direzione de "La Stampa" in corsa De Angelis e Tancredi

Il gruppo industriale di livello nazionale e internazionale con sede a Chieti, Toto, fondato dal patron Carlo Toto, tra le altre cose concessionario dell’autostrada abruzzese e laziale A24 A25, pronto ad entrare con una quota del 25% nella newco a cui lavora il gruppo editoriale in forte ascesa Sae del manager aquilano Alberto Leonardis per acquistare, con un investimento di 50 milioni di euro, lo storico e prestigioso quotidiano di Torino La Stampa, di proprietà della famiglia Elkann.

Non solo: si rafforza l’ipotesi del messinese Antonio Di Rosa, direttore editoriale di Sae, come nuovo direttore de La Stampa, al posto di Andrea Malaguti, e per la vicedirezione in ballo ci sono due aquilani, il giornalista e conduttore televisivo Alessandro De Angelis, che manterrebbe il suo attuale ruolo, oltre alla vicedirezione di HuffPost, e Luciano Tancredi, fedelissimo di Leonardis, ora direttore de La Nuova Sardegna.

Parla sempre più abruzzese l’operazione, in campo da mesi, finalizzata al cambio di proprietà del quotidiano nazionale La Stampa.

Le indiscrezioni sono del popolare quotidiano online Dagospia, dopo che ad inizio marzo il Gruppo Gedi della famiglia Elkann e Sae hanno firmato il contratto preliminare di cessione, dopo mesi di trattative, del quotidiano torinese.

Per Sae questo rappresenta un ulteriore ed importante salto di qualità: il primo gruppo a capitale italiano indipendente dell’editoria e della comunicazione integrata, nato solo cinque anni fa, in poco tempo ha infatti già acquisito i quotidiani Il Tirreno, Gazzetta di Reggio, Gazzetta di Modena, La Nuova Ferrara, La Provincia Pavese, tutti ceduti  Gedi, la Nuova Sardegna e lo storico Paese Sera. Alle acquisizioni si aggiungono Mamme Magazine ed ErasMag, In Abruzzo poi Leonardis ha varato il quotidiano on line Abruzzo daily. Sono poi arrivate Next different, società di comunicazione integrata varata ad ottobre 2024 e che già fattura 80 milioni di euro, con 270 posti di lavoro, affermandosi già come tra i principali players italiani del settore e a metà novembre Uniting Group Holding spa, con 50 milioni di fatturato.

E non è tutto, con il nuovo corso sono in cantiere anche altre edizioni regionali, per esempio in Puglia, in “panino” con la Stampa.

L’acquisizione della Stampa da parte di Sae, firmato il contratto preliminare, avverrà ora attraverso un veicolo di nuova costituzione, controllata ovviamente dal gruppo di Leonardis, con il 51% e della quale, riferisce Dagospia, faranno parte la holding Exor della famiglia Agnelli-Elkann, tramite una società non profit di nuova costituzione, con il 20%, Federtennis di Angelo Binaghi con il 6%, Fondazione Cuneo, Confindustria Torino e altri imprenditori piemontesi, ma con piccole quote, mentre è in via di definizione l’impegno di Reale Mutua Assicurazioni. Le grandi fondazioni torinesi, come Crt e Compagnia di San Paolo, invece hanno preferito sfilarsi.

E poi appunto new entry sarà il gruppo Toto, potenza economica abruzzese e non solo, con il patron Carlo alla guida, affiancato dai suoi quattro figli, Valentina, Alfonso, Riccardo, Mattia, operante nel campo delle grandi infrastrutture, delle energie rinnovabili, della progettazione oltre che nelle concessioni autostradali.

E scrive a tal proposito Dagospia, “il gruppo Toto è recentemente è balzato nelle cronache dei media avendo acquisito per la cifra record di 14 milioni dalla famiglia Angelucci il 40% del quotidiano romano ‘Il Tempo.’ Ora, fiutato il vento, Toto trasloca verso il centrosinistra entrando nel capitale della newco creata dalla Sae di Leonardis per l’acquisizione de ‘La Stampa’ mettendo sul tavolo la rilevante quota del 25%, secondo i beninformati. Una partecipazione che va a far compagnia, com’è consuetudine nelle operazioni di Leonardis, a quelle meno sostanziose di altri investitori”.

Per quanto riguarda poi la direzione del giornale scrive Dagospia, “un nome che gira prepotentemente è quello del direttore editoriale del gruppo SAE, il 75enne Antonio Di Rosa che ha sul groppone una lunghissima carriera: nel 1992 vicedirettore con la direzione di Paolo Mieli del ‘Corriere della Sera’, nel 2000 la prima direzione di un quotidiano: ‘Il Secolo XIX’ a Genova; nel 2004 divenne direttore della ‘Gazzetta dello Sport’, nel 2017 fu chiamato a dirigere ‘La Nuova Sardegna”.

Intorno alle nomine dei vice direttori, “danno per sicuro Alessandro De Angelis a capo della redazione romana, ma circola anche il nome del braccio destro di Leonardis e suo concittadino, l’abruzzese Luciano Tancredi”.

De Angelis, aquilano, ha iniziato la sua carriera scrivendo per Il Messaggero, poi è passato al Il Riformista e Linkiesta, e ha poi partecipato alla fondazione della versione italiana dell’Huffington Post, di cui ha assunto la carica di vicedirettore, ed è opinionista televisivo molto gettonato e anche editorialista de La Stampa. Una curiosità, è figlio di un anestesista, Colombo De Angelis, come Alberto Leonardis, figlio del compianto medico anestesista Giovanni Leonardis. 

Tancredi, aquilano anche lui, ha iniziato la carriera al Messaggero di Roma, ed è stato anche inviato speciale sui grandi fatti di cronaca degli anni Novanta e inviato di guerra in Somalia e Kosovo. È stato poi portavoce alla Presidenza del Consiglio, al fianco del sottosegretario Giovanni Legnini, per poi occuparsi di relazioni istituzionali del Gruppo Ads, poi del Gruppo Condotte e infine di Fincantieri. Con Sae è stato direttore del Il Tirreno, della Gazzetta di Modena, Gazzetta di Reggio Emilia e La Nuova Ferrara. Poi direttore editoriale del gruppo Sae, incarico poi passato a Di Rosa. E oggi è al timone della Nuova Sardegna. Uomo di fiducia di Leonardis, manager che ha iniziato la sua avventura nell’editoria come ad del quotidiano il Centro, poi acquisito dagli imprenditori Palmerini, Pierangeli e Artoni, quest’ultimo andato poi via.

E Dagopsia riporta dunque la salace ironia de Lo Spiffero, seguitissimo quotidiano online torinese, che scrive quanto segue: “A furia di paesani, amici d’infanzia, soci che vanno e vengono, politici di contorno e newco, la sensazione è che ‘La Stampa d’Abruzzo’ non sia più soltanto una battuta cattiva. È già una linea di tendenza. Se arriverà Tancredi significherebbe la continuità del modello Sae applicata pari pari alla Stampa, con tutta la filiera aquilana schierata sul ponte. Se arriverà De Angelis, vorrà dire che punta su un volto politico-mediatico interno, da far crescere subito o da parcheggiare un attimo in anticamera prima dell’ascesa. Se dovesse spuntarla Di Rosa, allora il nuovo editore proverebbe a dire a Torino che non sta comprando soltanto una testata, ma anche un pezzo della sua rispettabilità perduta”.