Sabato, 9 Maggio 2026 AbruzzoFONDI A COMUNI, LITE RINVIATA.BIONDI, FICO E LIRIS RIFIUTANO INTERVISTEÈ una lite rinviata. Non è chiusa la delicata partita sui fondi destinati in occasione dell’Aquila capitale della cultura 2026, ai Comuni del cratere, una sessantina, all’interno del progetto L’Aquila Città Territorio, finanziato nell’ambito del Programma Restart 2025-2026 con una dotazione complessiva di 2 milioni di euro, di cui uno alle amministrazioni ed uno ad una non meglio identificata organizzazione gestita dal Comune capoluogo di regione. Anche se tutti gli attori principali, parti in causa e figure istituzionali del territorio, tengono la bocche cucite rifiutando interviste: a cominciare dal sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi, responsabile nazionale Enti locali FdI, per continuare con Raffaello Fico, titolare dell’ Ufficio Speciale per la Ricostruzione dei Comuni del Cratere, e con i senatori Etel Sigismondi e Guido Liris, entrambi meloniani. Non è dunque finita la disputa, emersa da un’inchiesta di questo giornale, che ha evidenziato il profondo malcontento tra sindaci ed amministratori per il ritardo con cui è stato presentato lo scorso 21 aprile all’Aquila il progetto “Segni e Voci di Paesaggio”, programma che si colloca all’interno dell’intervento strategico L’Aquila Città Territorio. Un’iniziativa non condivisa e senza coordinamento, in sostanza è stato servito il piatto pronto “cucinato”, è stato lamentato, dal soggetto attuatore dell’Aquila città territorio, l’Usrc, tanto che alla presentazione, a Palazzo Margherita, erano una quindicina i sindaci presenti e mancavano molti big come, ad esempio, il sindaco di Pizzoli Gianni Anastasio, coordinatore dei Comuni del cratere, e lo storico primo cittadino di Navelli, Paolo Federico. Pesanti rilievi che hanno accompagnato fin dall’inizio la manifestazione L’Aquila capitale della Cultura 2026, secondo molti accentrata sotto il controllo del potente sindaco Biondi e dei suoi più stretti collaboratori, a partire dal capo della comunicazione, Alessia Di Giovacchino, con i partiti della coalizione di centrodestra, anche quelli della corrente che si contrappone a Biondi, in un silenzio considerato da molti complice. E in quanto tale, tradendo lo spirito di partecipazione, inclusione, solidarietà e riscatto collettivo di un territorio ancora alla ricerca della definitiva rinascita dopo la tragedia di 17 anni fa. La lite è stata solo rinviata perché il summit dello scorso 28 aprile, convocato dal già citato Anastasio, del Pd, l’unico ad uscire allo scoperto e confermare il disagio (Qui il link) è finito di sera tardi e, secondo quanto si è appreso, non c’era il tempo necessario per trattare il delicato argomento. E forse il rinvio è legato anche al momento elettorale con le amministrative del 24 e 25 maggio alle porte. Questo giornale parla di lite perché non hanno sortito effetti le smentite fatte da uno sparuto gruppo di sindaci, cinque, sotto la regia – si racconta – dei vertici del Comune e di Usrc. (Qui il link) Insomma, non è certo rientrata la bufera intorno ai decisori, in particolare quel Fico che è capo della struttura pubblica incardinata sotto la Presidenza del Consiglio dei ministri, insieme all’Ufficio speciale per la ricostruzione dell’Aquila, Usra, capitanato da Salvo Provenzano, fratello dell’ex ministro Giuseppe Provenzano, oggi parlamentare Pd. E a fronte di questa situazione, si assiste a comunicazioni autocelebrative e di grande successo di partecipazione degli eventi nei comuni, come il comunicato inviato oggi dall’ufficio stampa dell’Usrc – che ha parlato di presenze importanti nelle varie tappe, tra cui quella di San Demetrio ne’ Vestini – al quale sono state allegate alcune foto nelle quali si evidenziavano circa una decina di persone, tra l’altro sedute a tavola. (Qui il link) Insomma, il caso fa discutere, anche se con pochi interventi pubblici a causa del timore di ritorsioni, spiega un gruppo di sindaci. Tutti in silenzio stampa: nonostante le richieste di questo giornale, nessuno, oltre ad Anastasio, ha a deciso di rilasciare dichiarazioni. A partire dal sindaco Biondi, che, attraverso il suo capo della comunicazione Di Giovacchino, ha fatto sapere che “non intende replicare”. Nessuna risposta, invece, dal titolare dell’Usrc Fico, così come dai senatori Etel Sigismondi, coordinatore regionale di FdI, e Guido Liris, quest’ultimo, in particolare, a capo della corrente che si oppone a quella di Biondi. Nessuno, si registra quindi, ha preso posizione: né per esprimere pubblicamente dissenso, né per difendere l’operato di Comune e Usrc. Ma, ormai è certo, restano le distanze. E resta il timore, da parte di amministratori del territorio e rappresentanti politici del centrodestra, di esporsi sulla vicenda, tanto da continuare a criticare le decisioni solo lontani dai microfoni, apparendo complici di una gestione controversa, come attesta la smentita di facciata bipartisan arrivata a seguito della ricostruzione di AbruzzoWeb, firmata da soli 5 amministratori degli oltre 50 coinvolti: in particolare Claudio Gregori, sindaco di Barete e segretario provinciale di FdI, il sindaco di Fossa Fabrizio Boccabella, e anche alcuni di area centrosinistra, come il sindaco di Gagliano Aterno Luca Santilli, il vicesindaco di Barisciano Roberta Pacifico, il sindaco di Barisciano Fabrizio D’Alessandro. (b.s.) |
