Mercoledì, 6 Maggio 2026 Vastese

Alla Pierburg di Lanciano è scattato lo stato di agitazione e lo sciopero

"il comportamento di Rheinmetall è inaccettabile”, dicono Fiom Cgil e Fim Cisl

Stato di agitazione e una giornata di sciopero, in programma giovedì (7 maggio), alla Pierburg di Lanciano, dove i lavoratori, riuniti in assemblea nella giornata di lunedì (4 maggio), hanno deliberato la protesta indetta da Fiom Cgil e Fim Cisl. 

La riunione è stata l'occasione per fare il punto sull'incontro tenutosi presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit) il 28 aprile scorso. “L'esito delle assemblee è inequivocabile: il comportamento di Rheinmetall è inaccettabile”, dicono i sindacati.

Rheinmetall ha infatti disertato “ancora una volta”, specificano i rappresentanti sindacali, il tavolo istituzionale, inviando al Mimit esclusivamente l’amministratore delegato di Pierburg Italia, “a nostro avviso palesemente privo di mandato negoziale e senza alcuna risposta concreta sul futuro degli stabilimenti di Lanciano e Livorno. A ciò si aggiunge il tentativo, rigettato con fermezza, di aprire un tavolo parallelo il 30 aprile in sede aziendale, escludendo le organizzazioni sindacali nazionali e il Mimit”.

“Il comportamento di Rheinmetall - dicono Fiom Cgil, Fim Cisl e la rsu di Pierburg - ha mostrato una grave incoerenza lungo l'intera vertenza: la ripetuta modifica del perimetro aziendale da cedere, la scarsa trasparenza, la cattiva comunicazione e l'aver apparentemente promesso le stesse linee produttive a siti diversi hanno probabilmente fatto saltare l'interesse dei due fondi inizialmente disponibili. Oggi l'azienda è costretta a ripiegare su un terzo soggetto che, a quanto risulta, era stato in precedenza scartato. Una circostanza che rivela un unico obiettivo: chiudere la vertenza nel più breve tempo possibile, a qualsiasi condizione”.

Le assemblee denunciano anche “una palese discriminazione nei confronti dei lavoratori italiani. In Germania, Rheinmetall ha sottoscritto un accordo di tutela e garanzia per i propri dipendenti; in Italia, dopo aver dichiarato di condividere il medesimo accordo, l'azienda ha fatto marcia indietro, rifiutandosi di firmare lo stesso testo. Un gruppo multinazionale che genera in Italia milioni di euro di utile – anche grazie al denaro pubblico – non può e non deve scaricare su questo territorio i costi delle proprie scelte”, accusano.

I lavoratori in assemblea hanno anche condiviso di pretendere “il pieno rispetto dell'accordo sottoscritto nel maggio 2011 fra Azienda, organizzazioni sindacali e dall’allora Ministero dello Sviluppo Economico, che fra le tante cose nel contenuto fissa un livello occupazionale minimo di 103 lavoratori a tempo indeterminato nello stabilimento di Lanciano. Tale accordo, riconosciuto tuttora vigente dalla stessa azienda, è attualmente violato”, denunciano i sindacati.

Le assemblee dei lavoratori hanno dunque deliberato: “Rigetto del tentativo di spostare il tavolo negoziale dal Mimit; continuazione dello stato di agitazione con sempre maggiore determinazione; proclamazione di un pacchetto di 8 ore di sciopero, le cui modalità saranno determinate dalla Rsu in relazione all'evoluzione della vertenza”

Il primo sciopero è fissato per giovedì 7 maggio, nel primo turno dalle 8 alle 10, nel secondo turno dalle 14 alle 16.