Giovedì, 30 Aprile 2026 Abruzzo

“Senza lavoro non c’è futuro per l’agricoltura italiana”

Una nota diramata dalla CIA alla vigilia del 1° Maggio

In vista della Festa dei Lavoratori del 1° Maggio, CIA Chieti-Pescara richiama l’attenzione su una delle emergenze più gravi che oggi colpiscono il settore primario in Abruzzo: la crescente difficoltà nel reperire manodopera, un problema che non è più episodico ma strutturale e che sta compromettendo la capacità di crescita delle aziende agricole del territorio.

Nelle campagne delle province di Chieti e Pescara, così come in molte aree interne della regione, la carenza di personale sta diventando un freno concreto allo sviluppo delle imprese, proprio in una fase in cui sarebbe necessario investire in innovazione, sostenibilità e competitività.

“Il lavoro agricolo rappresenta un presidio economico e sociale essenziale per l’Abruzzo”, dichiara Domenico Bomba, presidente di CIA Chieti-Pescara, “ma oggi ci troviamo davanti a una situazione sempre più preoccupante. Molte aziende sono costrette a rinunciare a investimenti programmati, dall’ampliamento delle coltivazioni alla realizzazione di nuove strutture produttive, perché non riescono a trovare manodopera disponibile e qualificata”.

Secondo CIA Chieti-Pescara, le misure adottate finora per rispondere alla carenza di lavoratori si stanno dimostrando insufficienti rispetto alle esigenze reali delle imprese agricole. I percorsi di formazione e i tentativi di avvicinare i giovani al settore rappresentano segnali importanti, ma non ancora adeguati a colmare il divario crescente tra domanda e offerta di lavoro.

A rendere ancora più complessa la situazione sono le rigidità burocratiche che continuano a pesare sul comparto.

“Il decreto flussi ha registrato alcuni miglioramenti”, prosegue Bomba, “ma resta ancora distante dai tempi dell’agricoltura. Troppo spesso le richieste delle aziende non coincidono con l’effettivo arrivo dei lavoratori, con ritardi che finiscono per compromettere le campagne produttive e creare ulteriore incertezza per le imprese”.

Parallelamente, il settore continua a fare i conti con un progressivo invecchiamento della forza lavoro italiana e con la difficoltà di attrarre nuove generazioni verso un mestiere che richiede competenze, sacrificio e continuità, ma che ancora oggi non riceve il giusto riconoscimento economico e sociale.

“I giovani continuano a guardare altrove”, sottolinea Bomba, “perché spesso non vedono nell’agricoltura una prospettiva stabile. Se non si interviene per rendere questo lavoro più attrattivo, rischiamo di perdere un patrimonio produttivo fondamentale per il nostro territorio”.

In questo scenario, CIA Chieti-Pescara valuta positivamente il nuovo bando della Regione Abruzzo dedicato al primo insediamento dei giovani agricoltori, inserito nel CSR Abruzzo 2023-2027, che prevede risorse per favorire il ricambio generazionale nel comparto.

“È giusto sostenere chi decide di iniziare questo percorso”, conclude Bomba, “ma il vero tema è quello che accade dopo. Un giovane non sceglie di restare in agricoltura per un contributo, ma per la possibilità di costruire un progetto di vita. Ed è su questo che oggi bisogna misurare la capacità delle istituzioni di dare risposte concrete al territorio”.