Martedì, 28 Aprile 2026 AbruzzoIl processo per l'uccisione di Orsa Amarena rinviato al 20 maggioOggi udienza predibattimentale. Nel processo ben 50 parti civiliQuesta mattina si è svolta una nuova udienza predibattimentale per l’uccisione dell’orsa Amarena, con udienza rinviata al 20 maggio. Le associazioni hanno dovuto nuovamente depositare la costituzione di parte civile, per un totale di oltre cinquanta soggetti coinvolti. Il difensore dell’imputato Andrea Leombruni ha richiesto un termine per esaminare gli atti e il giudice ha quindi disposto il rinvio In quella data verranno sollevate eventuali eccezioni sulle costituzioni e solo successivamente si potrà avviare il processo. Il procedimento aveva già subito due arresti a dicembre 2024 e a gennaio 2026, sempre a causa di problemi di natura burocratico-procedurale che avevano impedito di entrare nel merito. Al centro della vicenda vi è l’uccisione di Amarena, esemplare femmina di orso bruno marsicano (Ursus arctos marsicanus), sottospecie endemica dell’Appennino centrale e classificata come in pericolo critico di estinzione. L’episodio risale all’agosto 2023 ed è avvenuto a San Benedetto dei Marsi. WWF Italia, che i è costituito tra le parti civili ha diramato la seguente nota. “L’orsa è stata uccisa mentre era insieme ai suoi due cuccioli: un evento che non rappresenta soltanto la perdita di un singolo animale, ma che rischia di compromettere ulteriormente la sopravvivenza di una popolazione già estremamente fragile. I reati contro la fauna selvatica continuino a essere segnati da carenze nella tutela effettiva e nella certezza della pena, alimentando una diffusa percezione di impunità, persino nei casi più gravi e simbolici”. “Amarena, infatti, non era solo un esemplare protetto, ma un vero e proprio simbolo della possibile convivenza tra esseri umani e fauna selvatica, conosciuta e seguita anche al di fuori del territorio abruzzese. Il rischio, in assenza di una risposta giudiziaria rapida ed efficace, è quello di veicolare un messaggio estremamente negativo: che persino l’uccisione illegale di un orso bruno marsicano, per di più avvenuta davanti ai suoi cuccioli, possa restare senza conseguenze”, prosegue la nota. Ci si augura che ciò non accada, soprattutto in un contesto già delicato, segnato anche dalle indagini in corso sull’avvelenamento dei lupi nel Parco Nazionale d’Abruzzo Lazio e Molise. |
