Giovedì, 23 Aprile 2026 Abruzzo

Difensore Civico: Di Primio, ex sindaco di Chieti, non si dimette

Dopo la condanna della Corte dei Conti le opposizioni gli chiedono di andr via

L’obbligo giuridico non c’è alle dimissioni, ma forti sono le pressioni per indurre ad un passo indietro dalla carica di difensore civico da parte di Umberto Di Primio.

A seguito della condanna in secondo grado da parte della Corte dei conti, sezione giurisdizionale per la Regione Abruzzo, dell’ex sindaco di Chieti e dell’ex assessore Valentina Luise in relazione alla responsabilità per il dissesto del Comune di Chieti. Confermato l’assoluzione per il sindaco Diego Ferrara e l’assessore alle finanze Tiziana Della Penna.
Per quanto riguarda Di Primio la sanzione da pagare è di 22mila euro, per Luise di 12.500 euro.

Nei confronti dell’ex sindaco e dell’ex assessore è stata dichiarata la sussistenza dei presupposti per l’interdittiva decennale prevista dal Tuel con conseguente divieto di accedere a cariche pubbliche elettive o di assumerne di nuove per la durata di 10 anni.

C’è però ancora un “terzo grado”, con Di Primio che può ricorrere alla Corte di Cassazione per motivi di giurisdizione, chiedendo la revisione della sentenza. Non si tratta però, per l’esattezza, di un ulteriore grado all’interno della Corte dei Conti.

Di Primio si era insediato a gennaio 2024 con il voto della maggioranza del centrodestra di Marco Marsilio, di Fdi, e in quota ai meloniani​, per coprire il posto che era stato dell’ex assessore regionale Giandonato Morra, morto a 64 anni ad agosto 2023.

Di Primio ha ottenuto in consiglio 17 voti, l’avvocato marsicano Salvatore Braghini, portato dalle opposizioni de campo largo ha ottenuto quattro voti.

Poi a giugno 2025 è arrivata la prima condanna della Corte dei Conti, con il centrosinistra, in particolare per voce del capogruppo del Pd Silvio Paolucci, che ha gran voce ne chiedeva già ai tempi le dimissioni.

E ora a maggior ragione è tornato alla carica: “riteniamo che sia doveroso un passo indietro dal ruolo di Difensore civico regionale da parte di Di Primio. Una funzione di garanzia, che richiede autorevolezza e credibilità, non può prescindere da quanto accertato nelle sedi giudiziarie. Le sentenze parlano di responsabilità accertate e di una gestione segnata da una deliberata inerzia rispetto ai doveri di risanamento”.