Domenica, 12 Aprile 2026 AbruzzoANAC, “ILLEGITTIMI AFFIDAMENTI VERIFICA REQUISITI”ABRUZZO INSIEME, “MARSILIO CHIARISCA”“La Giunta regionale non può più nascondersi. La delibera ANAC su Areacom non lascia spazio a interpretazioni: siamo di fronte a un sistema fuori controllo, dove le regole sono state aggirate e i principi fondamentali della legalità amministrativa calpestati. Non si tratta di irregolarità formali, ma di violazioni gravi e sistematiche. La più clamorosa riguarda l’esternalizzazione della verifica dei requisiti degli operatori economici: una funzione pubblica, inderogabile e non delegabile, che Areacom ha invece affidato a soggetti privati. Un fatto inaccettabile”. Così i consiglieri regionali di Abruzzo Insieme, Giovanni Cavallari e Vincenzo Menna, commentano il parere dell’Autorità anti corruzione che ha stroncato l’attività della centrale unica degli appalti dell’Abruzzo, l’Areacom, per la pratica dell’esternalizzazione del servizio di verifica dei requisiti. Secondo l’Autorità nazionale anticorruzione, si tratta di una procedura in contrasto con la normativa vigente, perché deve essere svolta esclusivamente dalla stazione appaltante e non può essere svolta o delegata da un soggetto privato esterno. “Gli affidamenti esaminati devono ritenersi illegittimi, più in generale, deve ritenersi illegittimo il modus procedendi seguito nell’espletamento della verifica dei requisiti generali”. Per Abruzzo Insieme, in Areacom si arriva ad “un corto circuito istituzionale: chi partecipa alle gare arriva di fatto a certificare sé stesso. Un modello che mina alla base la credibilità dell’intero sistema degli appalti pubblici. Areacom, che dovrebbe essere presidio di trasparenza ed efficienza, si conferma invece come il simbolo di un fallimento amministrativo e politico. Una struttura indebolita, priva di adeguate competenze e incapace di operare nel rispetto delle norme””. “Ora la responsabilità è chiara e non può essere scaricata: la Giunta regionale deve rispondere. Il silenzio o i tentativi di minimizzare sarebbero l’ennesima prova di inadeguatezza. Servono atti immediati e concreti: trasparenza totale su quanto accaduto, ripristino della legalità nelle procedure e un rafforzamento reale della struttura. Ma soprattutto serve assumersi responsabilità politiche, fino in fondo. La gestione degli appalti pubblici riguarda risorse, sviluppo e fiducia dei cittadini. Quanto emerso compromette gravemente la credibilità delle istituzioni regionali. Abruzzo Insieme continuerà a denunciare senza sconti ogni opacità e ogni abuso, portando avanti una battaglia netta per la legalità, la trasparenza e la tutela degli interessi degli abruzzesi”, conclude la nota IL COMUNICATO STAMPA DELL’ANAC Affidamenti illegittimi, criticità di vario tipo e procedure non conformi. Sono questi alcuni dei lievi che l’Autorità Nazionale Anticorruzione ha rivolto all’Agenzia regionale per la Committenza di una regione del Centro-Sud dopo aver svolto un’accurata visita ispettiva. Con delibera n. 116, approvata dal Consiglio dell’Autorità del 1 aprile 2026, Anac ha accertato la pesante criticità costituita dall’esternalizzazione del servizio di verifica dei requisiti che, sulla base del quadro normativo di riferimento, deve essere svolta esclusivamente dalla stazione appaltante e non può essere svolta o delegata da un soggetto privato esterno. Pertanto, scrive Anac, “gli affidamenti esaminati devono ritenersi illegittimi e, più in generale, deve ritenersi illegittimo il modus procedendi seguito nell’espletamento della verifica dei requisiti generali”. Anac ha poi rilevato che “gli affidamenti sono caratterizzati da varie ulteriori criticità. Con riferimento alla carenza di informazioni di aggiudicazione ed esecuzione appare opportuno raccomandare nuovamente di adempiere correttamente i relativi obblighi, a pena di attivazione del procedimento sanzionatorio ai sensi dell’art. 222 comma 9 del Codice”. “Le criticità emerse appaiono, per un verso, ancor più gravi tenuto conto che la centrale di committenza è soggetto aggregatore della Regione, e cioè soggetto aggregatore di particolare rilievo, dalla quale è lecito attendersi elevata professionalità nell’espletamento delle procedure e nell’assolvimento delle funzioni istituzionali. Per altro verso, l’attività ispettiva ha consentito di comprendere che la scelta di esternalizzare il servizio è principalmente frutto di un ritardo nella organizzazione rispetto all’attuale mission”. “La verifica dei requisiti dell’operatore economico (concorrente, aggiudicatario, appaltatore o altro) – intesa sia come acquisizione documentale che successiva valutazione -, precisa Anac, è attività necessariamente riservata alla stazione appaltante, in quanto espressione del proprium dell’attività provvedimentale qualificante la gestione degli affidamenti pubblici e non può, pertanto, essere delegata ad operatori economici privati”. In conclusione, Anac ha evidenziato che “l’esternalizzazione dell’attività di verifica dei requisiti generali non è conforme all’attuale quadro normativo di riferimento; che la piattaforma in uso, seppur complessivamente efficiente, reca alcune criticità relativamente alla fase di corretta e costante implementazione delle informazioni previste, nonché in ordine al corretto puntamento al link ove è pubblicata la documentazione di gara, ai fini del rispetto degli obblighi di pubblicità; e che gli affidamenti individuati sono caratterizzati dalle criticità evidenziate dalla delibera”. La centrale di committenza, pertanto, è chiamata ad adottare tutti gli opportuni accorgimenti riguardo le criticità rilevate, e in ogni caso non reiterarle pro futuro. Viene raccomandato, inoltre, il corretto adempimento degli obblighi di pubblicità e trasparenza, con particolare riferimento all’utilizzo della PAD, nonché l’implementazione di specifiche competenze nel settore del procurement, attraverso l’assunzione di idoneo personale e/o l’adeguata professionalizzazione di quello attualmente presente. L’ente è tenuto a comunicare ad Anac le determinazioni al riguardo assunte, entro il termine di trenta giorni. |
