Sabato, 11 Aprile 2026 AbruzzoNel carcere minorile de L'Aquila ingoiano pile e pezzi di ceramica3 finiscono in Ospedale, sindacati e Pezzopane “È emergenza”Tre giovani detenuti sono stati trasportati ieri al “San Salvatore” dell’Aquila, dopo aver ingerito ceramica e pile, nel pomeriggio, nell’Istituto Penale per Minorenni. Attualmente ancora ricoverati e piantonati da agenti di polizia penitenziaria, supportati dalla comandante di reparto e direttrice d’istituto. A darne notizia è il sindacato di categoria FSA CNPP-SPP che tuona contro una situazione assurda ed intollerabile. “Sin dalla riapertura dell’Istituto – chiosa il sindacato – si sono verificate criticità organizzative, organiche e strutturali. Questo è uno dei tanti eventi critici registrati in meno di anno. La nostra vicinanza al personale tutto, per la continua esposizione a rischi e per i quotidiani sovraccarichi di lavoro in un contesto difficile”. “Nella giornata di martedì scorso, continua il sindacato, ” i vertici del Dipartimento Giustizia Minorile e di Comunità ed il Sottosegretario alla Giustizia Andrea Ostellari hanno incontrato le organizzazioni sindacali di categoria, dopo la duplice evasione al carcere minorile di Bologna e la FSA CNPP ha espresso tutto il disappunto per la gestione politica delle articolazioni periferiche”. “Non serve solo riaprire strutture penitenziarie, come L’Aquila, Bologna e Rovigo (visto che già presentano problematiche), la Giustizia Minorile ha necessità di nuove sfide che rispondano ai bisogni effettivi di tutta la comunità, con progettazioni ed interventi, come la sua storia passata insegna. Oggi serve un cambio di passo, urgente. Non vogliamo spot, è ora di agire, altrimenti è opportuno una transizione della giustizia minorile sotto la gestione del DAP. Nella giornata di ieri – come FSA CNPP/SPP – abbiamo chiesto un ulteriore incontro al Sottosegretario Ostellari per esprimere le nostre preoccupazioni e relative proposte costruttive”. Sulla vicenda è intervenuta anche la consigliera comunale del Pd, Stefania Pezzopane, con una lunga nota su queste problematiche che ben conosce. “L’ennesimo episodio di violenza all’interno dell’Istituto Penale per i Minorenni dell’Aquila”, ha dichiarato l’ex parlamentare, “non è più una semplice notizia di cronaca: è la prova evidente del fallimento di un impianto politico e gestionale che continua a rimuovere la realtà. Fin dalla sua apertura, i sindacati avevano denunciato criticità strutturali gravissime: carenza di organico, spazi insufficienti, condizioni operative al limite della sostenibilità e totale assenza di strumenti adeguati per la gestione del disagio minorile. Denunce puntuali, circostanziate, rimaste inascoltate”. “Io stessa mi ero attivata con senso di responsabilità istituzionale, chiedendo la convocazione di una commissione consiliare con tutte le sigle sindacali e promuovendo un ordine del giorno in Consiglio comunale. In quell’atto erano state elencate tutte le criticità da colmare, con la richiesta che il Comune si facesse parte attiva presso il Governo. Quell’ordine del giorno è stato bocciato dalla maggioranza di destra con una motivazione sconcertante: “non serviva”. “Oggi, alla luce dei fatti, quella scelta appare per ciò che è: una grave sottovalutazione politica di problemi evidenti. Di fronte alla fretta con cui si è proceduto all’apertura dell’istituto, tra passerelle e tagli del nastro, oggi si misura tutta la distanza tra la propaganda e la realtà. Le successive dimissioni di figure apicali dell’amministrazione penitenziaria e il silenzio istituzionale che ha accompagnato questi eventi confermano un dato politico ineludibile: si è scelto di aprire senza garantire le condizioni per far funzionare la struttura”. “La maggioranza oggi fa finta di non vedere. Non legge i giornali, non ascolta i sindacati, non prende atto degli allarmi ripetuti. E soprattutto non si assume la responsabilità di ciò che accade dentro queste strutture, dove a finire in ospedale non sono solo i ragazzi, ma anche gli agenti che ogni giorno lavorano in condizioni sempre più difficili e insostenibili”. “Non si tratta più di criticità isolate, ma di un sistema che sta perdendo il controllo della propria funzione. Mentre si continua a rincorrere l’emergenza, si rifiuta ancora di affrontare le cause strutturali: sovraffollamento, carenza di personale, spazi inadeguati e assenza di un reale progetto educativo e formativo. Di fronte a tutto questo, la domanda è inevitabile e politica: cosa deve ancora accadere perché si intervenga davvero?”. “Non è più accettabile che ogni segnalazione venga ignorata fino all’episodio successivo. Non è accettabile che si inaugurino strutture senza garantirne il funzionamento. Non è accettabile che la sicurezza, la dignità del personale e il futuro dei minori vengano sacrificati sull’altare dell’indifferenza. Per questo ho chiesto questa mattina con urgenza la convocazione di una nuova commissione consiliare con sindacati e responsabili della struttura. E non saranno tollerati rinvii o silenzi: servono risposte immediate e assunzioni di responsabilità precise. Vogliamo che il governo risolva i problemi della struttura. Il tempo delle rimozioni è finito. Ora è il tempo della verità e delle decisioni conseguenti”, conclude. |
