Lunedì, 23 Marzo 2026 NazionaliNetta vittoria del NO, bloccata la riforma della GiustiziaMeloni: 'Rispetto la sovranità popolare ma vado avanti'. Il campo largo esulta e punta alle primarieUna valanga di NO, quasi il 54 per cento, boccia la riforma della giustizia del governo Meloni. La Costituzione non verrà cambiata, anche se il 46 vota SI' al referendum e il Paese di nuovo si spacca. Tornano alle urne i giovani e l'affluenza sfiora il 59 per cento. Ma è subito chiaro che la contesa è squisitamente politica. La vittoria del No priva la premier della sua aura di invincibilità e resta sullo sfondo il cuore tecnico della riforma: separazione delle carriere tra Pm e giudici, due Csm e un' Alta Corte per giudicare i magistrati. Il campo largo coglie al balzo la vittoria e si ricompatta lanciando le primarie. Giorgia Meloni si è spesa con tutta se stessa. E oggi che la sconfitta le scopre un tallone d'Achille conferma quello che ha detto fin da subito: "non me ne vado se perdo il referendum". Come fece Matteo Renzi nel 2016. A un anno dalla fine della legislatura la premier si rammarica di una "occasione persa", ma non arretra. "La sovranità popolare si rispetta", si inchina con amarezza al verdetto. Come fanno anche i suoi vicepremier Antonio Tajani, leader di Fi ("Ma basta toni da guerra civile") e Matteo Salvini, leader della Lega, tiepido nel sostenere una riforma pretesa soprattutto da Forza Italia e oggi anche fisicamente lontano (in missione in Ungheria a sostenere Orban). Ora si andrà avanti - certo con un altro spirito - senza abbandonare la giustizia, con il premierato e la legge elettorale, come dice il leader di Nm Maurizio Lupi. Fonte ANSA |
