Prosegue anche a Pescara l’attività dei Carabinieri nel frenare il fenomeno delle gare clandestine di auto caratterizzate da manovre spericolate e, dunque, molto pericolose. Diverse segnalazioni da parte dei cittadini erano pervenute al riguardo alla Compagnia che parlavano, per l’appunto, di competizioni tra auto e moto private.
E, così, l’altra notte, i militari sono passati all’azione dopo un breve periodo di osservazione del fenomeno, utile per l’individuazione dei responsabili e la raccolta di elementi probatori. Una operazione simile era stata portata a termine l’altra settimana a Montesilvano (Pescara).
Grazie alla presenza di telecamere e all’impiego di giovani carabinieri mischiatisi – in abiti simulati – tra il gruppo di giovani, si è provato l’utilizzo di un normale tratto stradale come un circuito improvvisato, con numerose persone radunate per assistere allo spettacolo.
La corsa si era sviluppata lungo il rettifilo, ma gli ignari piloti non sapevano di essere monitorati e di conseguenza hanno ignorato la presenza del dispositivo schierato sul posto. Successivamente un’autovettura è stata bloccata dai militari evitando anche la fuga delle altre macchine.
Al termine degli accertamenti è stato denunciato all’Autorità Giudiziaria ai sensi dell’art 9 ter del codice della strada, un 22enne residente in città, con il conseguente sequestro ai fini della confisca (misura che consiste nell’espropriazione definitiva dell’autovettura da parte dello Stato, legato all’illecito penale o amministrativo) della costosa macchina, nonché il ritiro della patente di guida.
Sono in corso indagini per analizzare i filmati delle telecamere di videosorveglianza della zona per identificare altri partecipanti nonché esaminare i profili social riconducibili a gruppi che predispongono eventi simili per risalire agli organizzatori di questi raduni illegali.
Per tali competizioni su strade pubbliche, senza l’autorizzazione necessaria, le norme del codice della strada prevedono pene severe che vanno da sei mesi a un anno di reclusione e multe che vanno da 5mila a 20mila euro per i partecipanti, oltre alla perdita definitiva del mezzo, mentre gli organizzatori possono affrontare pene da uno a tre anni di reclusione.