Martedì, 17 Marzo 2026 AbruzzoIl Sindacato di Polizia Penitenziaria definisce il “Provvedimento legittimo"Intervento di Aldo Di Giacomo, segretario generale del sindacato di polizia penitenziaria Spp“Sostengo questo giudice che secondo me ha assolutamente ragione”. Aldo Di Giacomo, segretario generale del sindacato di polizia penitenziaria Spp, interviene all’Aquila sul caso della cosiddetta “famiglia del bosco”, spiegando di ritenere “assolutamente legittimo” il provvedimento adottato dal Tribunale per i minorenni. “Non conosco il giudice, non so manco chi è – ha detto ai giornalisti davanti al Tribunale – però si trova nella situazione di essere attaccata per un provvedimento assolutamente legittimo, ma legittimo perché lo prevede la legge”. “In Italia esiste una legge che i bambini hanno l’obbligo di studiare fino a una certa età” ha affermato aggiungendo “esiste una legge che prevede che i bambini devono fare i vaccini”. “I bambini non sono proprietà dei genitori, non sono proprietà dello Stato, ma hanno dei diritti”. Diritti che, ha aggiunto, “sono sanciti nelle leggi che in Italia ci sono” e che i magistrati “non devono fare altro che far rispettare”. Sul destino dei minori, Di Giacomo ha parlato di “molta confusione”. “Qualcuno pensa che verranno sottratti alla famiglia, ma non è assolutamente così – ha detto -. Non è mai stata avviata questa procedura, non c’è nessun rischio che i bambini vengano affidati”. Secondo la sua lettura, “si sta semplicemente provvedendo a ripristinare quelle che sono le leggi”. Il segretario del Spp ha insistito anche sull’aspetto educativo e sociale. “I bambini in quell’età hanno bisogno di socializzare, non hanno bisogno di stare isolati dal mondo”, ha dichiarato, aggiungendo che “la cosa principale deve essere quella di ridarli ai genitori”. E ancora: “Io sono sicuro che i bambini ritorneranno con la famiglia nel momento in cui avranno ripristinato la legalità”. Di Giacomo ha collegato il caso alla propria esperienza sul fronte minorile. “Il filo conduttore che unisce tutti i ragazzi che stanno nelle carceri minorili è uno: non hanno scolarizzazione, non hanno terminato la scuola dell’obbligo – ha detto -. La scuola è importante, sia per l’istruzione sia per la socializzazione. Gran parte dei minori in carcere non ha studiato e questo evidentemente è uno dei motivi per i quali si delinque”. |
