Martedì, 10 Marzo 2026 Abruzzo“Nessuna violazione, libertà di stampa e tutela minori non in conflittoIntervento dell'Ordine dei Giornalisti d'Abruzzo“L’Ordine dei Giornalisti d’Abruzzo, all’esito di una valutazione preliminare della copertura mediatica prodotta in relazione alla vicenda, non ravvisa elementi che configurino una violazione sistematica o strutturale della Carta di Treviso da parte degli organi di informazione operanti sul territorio”. Così, in una nota, il Consiglio regionale dell’Ordine dei Giornalisti d’Abruzzo, ritenendo “necessario intervenire pubblicamente in merito ai riferimenti contenuti in un recente provvedimento del Tribunale per i Minorenni dell’Aquila, nel quale si attribuisce alla copertura giornalistica della vicenda della famiglia di Palmoli una qualche responsabilità nell’aggravamento della situazione dei minori coinvolti, con esplicito richiamo alla Carta di Treviso”, protocollo deontologico sottoscritto dall’Ordine dei Giornalisti, dalla Federazione Nazionale della Stampa Italiana e dall’associazione Telefono Azzurro che tutela i minori nella loro rappresentazione giornalistica, tenendo come riferimento imprescindibile e assolutamente prioritario l’interesse del minore nel suo sviluppo psicofisico e di sicurezza. “La vicenda è stata trattata nei suoi aspetti di rilevante interesse pubblico e sotto questo profilo le circostanze sono molteplici. L’ultima in ordine di tempo l’intervento del Ministero della Giustizia. Tale circostanza certifica istituzionalmente che la vicenda ha assunto un rilievo che trascende la dimensione locale e familiare, configurandosi come questione di interesse pubblico generale”. “In presenza di un interesse pubblico accertato e riconosciuto dallo stesso apparato istituzionale dello Stato, la copertura giornalistica non solo è legittima – sottolineano dall’Ordine – è doverosa. Sarebbe contraddittorio, e deontologicamente insostenibile, affermare che i giornalisti abbiano violato norme a tutela dei minori nel momento in cui documentavano una vicenda che lo Stato stesso ha ritenuto meritevole di ispezione e verifica”. “L’Ordine dei Giornalisti non intende, né gli compete, entrare nel merito delle valutazioni di carattere giuridico e psicosociale che hanno condotto alle decisioni dell’autorità giudiziaria. Tuttavia, nella misura in cui tali provvedimenti individuano nella copertura mediatica una concausa del pregiudizio ai minori, questa istituzione è tenuta a precisare che addossare alla stampa una responsabilità non adeguatamente circostanziata sul piano deontologico costituisce un precedente metodologico preoccupante, suscettibile di produrre un effetto dissuasivo sulla libertà di informazione in vicende di analoga natura e rilevanza pubblica”. “Il Consiglio regionale dell’Ordine dei Giornalisti d’Abruzzo rimane a disposizione dell’autorità giudiziaria e di ogni soggetto istituzionale competente per fornire elementi di chiarimento in ordine all’applicazione delle norme deontologiche richiamate. Resta ferma la disponibilità a valutare, nelle sedi proprie, eventuali segnalazioni relative a specifici comportamenti di singoli giornalisti che si discostino dalle disposizioni previste dalla Carta di Treviso e dal Testo Unico dei doveri del giornalista”. “La libertà di informazione e la tutela dei minori – si legge in conclusione – non sono valori in conflitto. Sono entrambi presidi fondamentali di una democrazia matura, e vanno contemperati con metodo rigoroso, non contrapposti per le più svariate ragioni”. |
