Giovedì, 5 Marzo 2026 ChietiIn Italia cala la mortalità per i tumoriAIRTUM, “Su registri Regioni come l'Abruzzo ancora indietro"Nel 2025 sono stimati 362.100 nuovi casi di tumore e si riduce il divario tra Nord e Sud, dove aumentano stili di vita meno salutari e di conseguenza le diagnosi. Migliora la sopravvivenza per tutti i tipi di cancro, ma resta un gap del 5% a sfavore del Mezzogiorno. A fare il punto è l’Associazione Italiana dei Registri Tumori (Airtum), basandosi su dati che coprono circa l’80% della popolazione. Il report conferma progressi nella prevenzione e nella cura, ma evidenzia criticità al Sud e per le donne. Per questo, sottolinea il ministro della Salute Orazio Schillaci, “non dobbiamo abbassare la guardia”. L’altra criticità sono i numeri. Questa mappatura importantissima è infatti ancora incompleta e alcune regioni sono ancora indietro nel condividere i dati. Il tumore più frequente, secondo l’analisi basata su tre milioni di casi di malattia oncologica, resta quello al seno (55.900 casi), seguito da polmone (43.500), colon-retto (41.700) e prostata (31.200). Negli uomini diminuiscono sia le nuove diagnosi (-1,9% annuo) sia la mortalità (-1,8%). Nelle donne, la mortalità cala (-0,6%), ma l’incidenza è stabile, trainata da un aumento dei tumori al polmone (+2,3%) legati all’abitudine del fumo. “L’aumento dei tassi di sopravvivenza – commenta il ministro Schillaci – è un risultato straordinario ottenuto grazie all’eccellenza dei centri di oncologia, alle attività di screening e diagnosi precoce. Restano però aspetti critici” come il “gap tra il Sud e Centro-Nord”. Poter analizzare i numeri su incidenza, mortalità e schede di dimissione ospedaliera permette di identificare caratteristiche di rischio dei singoli territori e intervenire in modo mirato con la prevenzione. “Ad esempio – spiega Fabrizio Stracci, presidente di Airtum – attraverso i registri abbiamo osservato a Terni un’incidenza di tumori più alta: occorre capire quanto possa pesare l’esposizione a particolato o metalli pesanti legati alla presenza dell’industria siderurgica. Nel Centro Italia si registra, invece, un maggior numero di tumori gastrici associati Helicobacter pylori, un batterio che colpisce lo stomaco ed è più diffuso in alcune aree collinari”. Proprio l’analisi di questi dati ha permesso in passato di evidenziare situazioni critiche nella Terra dei Fuochi, nelle aree vicine all’Ilva di Taranto e a Porto Marghera. La copertura dei Registri Tumori è migliorata, “ma alcune regioni – aggiunge Stracci – devono ancora completare il percorso, come la Sardegna – precisa – il Piemonte e l’Abruzzo. Altre invece hanno registri molto completi, come Veneto, Campania e Sicilia. Il registro del Molise presto sarà in piena funzionalità. Alcune aree hanno avuto problemi di privacy, come la provincia di Bolzano. Non abbiamo avuto dati dall’Emilia Romagna”. Su questo punto il governo conferma l’impegno: “Dobbiamo superare la frammentazione dei dati per avere un quadro più preciso e intervenire selettivamente. La sorveglianza epidemiologica – conclude Schillaci – è strategica e per questo stiamo completando l’iter per la piena attuazione e operatività del Registro Nazionale dei Tumori, in un quadro regolatorio condiviso”. |
