Giovedì, 26 Febbraio 2026 Abruzzo

Morte di Andrea Prospero, nessun accordo sul patteggiamento

Nuova udienza a Perugia, la criminologa Roberta Bruzzone è consulente per la famiglia

Non ci sarà patteggiamento per il diciannovenne romano accusato di istigazione o aiuto al suicidio nel caso della morte di Andrea Prospero. Nel gennaio 2025 lo studente lancianese, matricola di Informatica a Perugia, venne trovato senza vita in un b&b nel centro del capoluogo umbro.

La Procura di Perugia e la difesa dell'imputato non sono arrivate a un accordo sulla pena da applicare al giovane di Roma, che le indagini della polizia hanno individuato come l'amico 'virtuale' di Prospero, il quale, in diretta su una drammatica chat di Telegram, lo avrebbe incoraggiato a togliersi la vita. 

Già nell'ottobre scorso c'era stato un primo tentativo di patteggiamento a due anni e mezzo, da sostituire con i lavori socialmente utili, che aveva ricevuto anche l'avallo della Procura. Era stato il Gip del tribunale di Perugia a rigettare la proposta, giudicando la pena “non congrua alla gravità del reato”. I tentativi per una nuova interlocuzione tra le parti, partendo da una pena decisamente più alta, non sono però andati a buon fine.

Si andrà quindi avanti con il rito ordinario e questa mattina, 26 febbraio, in Corte d'assise si aprirà il dibattimento. Le parti presenteranno le richieste istruttorie e la lista dei testimoni. In aula, come sempre, ci saranno papà Michele, mamma Teresa e i fratelli Marco e Anna, patrocinati dagli avvocati Carlo Pacelli, Francesco Mangano e Cinzia Bartolucci. La famiglia di Prospero, parte civile nel processo, si avvale come consulente della criminologa Roberta Bruzzone.