Giovedì, 26 Febbraio 2026 Vastese

Grande partecipazione per la presentazione del libro di Maria Saveria Borrelli “Ritorno a Itaca, storie d’amore e di emigrazione”

L’iniziativa è stata organizzata dall’Associazione culturale donne “I colori dell’Iride”

Solo posti in piedi nella sala affollata della Casa di Conversazione di Lanciano per la presentazione del libro di Maria Saveria Borrelli “Ritorno a Itaca, storia d’ amore e di emigrazione”, edito dalla Casa editrice Carabba di Lanciano. Grande partecipazione e momenti di autentica commozione per un lavoro che nasce con una formula nuova rispetto agli altri libri della Borrelli, seppur uniti da un filo rosso che è quello della memoria. Elemento fondamentale e imprescindibile per l’autrice perché “senza la memoria non si può comprendere il presente e non si può disegnare il futuro”. E’ una storia vera, romanzata per esigenze di scrittura, che racconta attraverso le vicende di una famiglia un pezzo di storia del nostro Paese, un racconto di grande umanità che mette al centro i sentimenti vissuti dal 1933 al dopoguerra con l’emigrazione in una terra lontana, il Venezuela. Ci sono la guerra, la Resistenza, la fame, la povertà, i viaggi a piedi e in treno, le misere condizioni di lavoro ma anche la voglia di fare, di non arrendersi, c’è la speranza di costruire un futuro migliore, più sereno. E’ una storia d'amore e di coraggio, di partenze e di ritorni che trasforma il viaggio in una grande metafora della vita.

A dialogare con Maria Saveria Borrelli, Maria Rosaria La Morgia che nel suo intervento introduttivo, con professionalità e competenza, ha suggerito riflessioni, suscitando curiosità e interesse verso i temi trattati, anche in rapporto alla realtà odierna. L’argomento, in effetti, è di stringente attualità pur se i fatti narrati si riferiscono a un tempo passato.

 Particolarmente toccanti le letture di alcuni brani del libro, affidate ai parenti dei personaggi del testo che hanno reso l’incontro un’esperienza intensa e profondamente condivisa. Visibile l’emozione della signora Maria D’Orsogna Bucci,87 anni, principale protagonista della storia, che ha seguito con occhi lucidi il racconto della sua vita sottolineato da applausi calorosi.

 “Ho voluto raccontare la storia vera di un italiano e di una italiana, le vicende di una famiglia a me vicina, quella di mio fratello, quando  ho ascoltato la storia di Umberto e Maria sono rimasta molto colpita e mi sono tornati alla mente tanti racconti sull’emigrazione – ha ribadito Maria Saveria – da qui il desiderio di dare voce e volto a una storia fatta di sudore e sacrifici, di successi e fallimenti, di speranze e delusioni, di partenze e ritorni. Erano in tanti allora a cercar lavoro e fortuna in America, uomini e donne costretti da politiche sbagliate prima a partire e poi a rientrare in Italia lasciando il luogo che avevano contribuito a costruire. In questo libro c’è anche la storia della condizione femminile nella prima metà del 1900 e nel secondo dopoguerra che ho raccontato ripercorrendo le vicende di Lucia, Beatrice, Maria, mondi distanti in cui le strade finiranno poi per incrociarsi”

Molto apprezzato l’intervento dello scrittore Remo Rapino, Premio Campiello, autore di una stimolante e coinvolgente prefazione del libro che ha evidenziato gli aspetti più significativi dell’ultimo lavoro di Maria Saveria Borrelli. “Sentimenti e sensazioni che pensavamo di aver dimenticato e che, invece, tornano a far residenza nell’anima e ci fanno vivere ancora i giorni:quelli che viviamo e quelli che verranno”, scrive Rapino”

L’iniziativa è stata organizzata dall’associazione culturale donne “I colori dell’Iride”, presieduta da Patrizia Di Rocco - che ha dato il via alla presentazione ringraziando i numerosi intervenuti -, con la collaborazione del Comune di Lanciano e della Carabba. Nel corso della serata sono giunti anche i saluti dell’Amministrazione comunale portati dal vice sindaco e assessore alla Cultura Danilo Ranieri, presente anche l’assessore Tonia Paolucci.

Ad arricchire la serata le esecuzioni musicali dell’artista Sonia Coletta che hanno contribuito a creare un’atmosfera intima e suggestiva, all’inizio con la struggente canzone napoletana “Santa Lucia luntane” e salutando alla fine dell’incontro con le parole di “Non è un film” di Fiorella Mannoia .