Mercoledì, 25 Febbraio 2026 AbruzzoOmicidio di Crox: “Non volevano causare altro male"Resa nota la motivazione della sentenza che ha ridotto la penaSia pure trovandosi di fronte ad una condotta crudele e gesti riprovevoli, le ripetute coltellate con cui è stato ucciso in un parco a Pescara Christopher Thomas Luciani, conosciuto come “Crox”, sul quale, inerme a terra, è stato sferrato un calcio sul viso, oltre a sputi sul cadavere, “non sono finalizzati a procurare un male aggiuntivo”. È questa la clamorosa ragione per la quale la Corte d’Appello dell’Aquila per i minorenni ha escluso per uno dei due giovani imputati l’aggravante della crudeltà riconosciuta dal giudice di primo grado e che il 26 novembre scorso aveva portato alla riforma della sentenza con lo sconto di pena da 19 anni e 4 mesi a 16 anni di reclusione. Per il secondo giovane accusato di omicidio la pena è stata ridotta da 16 a 14 anni. Da quanto si apprende dalla Tgr Abruzzo, sono state rese note oggi le motivazioni alla base del pronunciamento di secondo grado relativo al crudele omicidio del giovane conosciuto come Crox, avvenuto nel 2024. Per i giudici quindi le 25 coltellate inflitte dai due imputati, “sono azioni violente, convulse, incontrollate, ma non vogliono causare a Thomas inerme, a terra, sofferenze eccedenti”. Secondo i giudici di secondo grado, lo stesso calcio dato alla vittima dopo la morte è causato dalla situazione psichica e dallo scarso controllo degli impulsi da parte del giovane, al quale il collegio di appello aveva anche accettato la proposta per il percorso di giustizia riparativa. La Corte ha riconfermato i futili motivi valutando nel giudizio la minore età non più subordinata alle aggravanti, ma anche le sue difficoltà psicologiche, sia pure non riconosciute come patologia, seppure non riconosciuta come patologia, oltre alla partecipazione alle attività nel carcere minorile dove sta scontando la pena. |
