Venerdì, 20 Febbraio 2026 Vastese

L'appello del sindaco di Casoli Tiberini: “Non basta cambiare le sigle, i cittadini chiedono acqua e continuità del servizio”

Il primo cittadino ricorda che le perdite nelle reti toccano il 70% e illustra i disagi maggiormente denunciati dagli utenti

Si fa portavoce delle istanze dei cittadini il sindaco di Casoli, Massimo Tiberini, nel dibattito sulla riorganizzazione del servizio idrico in Abruzzo. Un'opinione, quella espressa dal primo cittadino, rispondente alle esigenze degli abruzzesi: “Non basta cambiare le sigle, i cittadini chiedono acqua e continuità del servizio”.

Nel vivace dibattito, Tiberini mette in luce i disservizi quotidiani per gli utenti: “In Abruzzo – sottolinea– ci sono ambiti in cui si perde oltre il 60-70% dell’acqua immessa in rete. Si tratta di numeri che non possono lasciare indifferenti, soprattutto mentre le famiglie continuano a pagare bollette puntuali e sempre più pesanti”.

Il primo cittadino illustra le criticità più frequentemente segnalate dai cittadini: chiusure serali, interruzioni improvvise, rotture ricorrenti e ricorso alle autobotti durante i mesi estivi. “Non si può chiedere rigore nei pagamenti e offrire discontinuità nel servizio. Se il modello attuale non è riuscito a garantire reti efficienti e continuità H24, è legittimo aprire una fase nuova e discutere di una riorganizzazione”, commenta.

Il sindaco sottolinea, inoltre, come il tema non possa essere ridotto a una mera questione formale: “Non basta cambiare le sigle. Se il modello a sei gestori non ha prodotto i risultati attesi, è evidente che una riflessione sull’assetto organizzativo sia necessaria. In questa prospettiva, la riduzione del numero dei gestori può rappresentare un passo migliorativo: se sei ambiti non hanno funzionato come previsto, un sistema articolato su due realtà più solide e strutturate può costituire una base di lavoro credibile”.

“Per questo – aggiunge Tiberini – il confronto va affrontato senza pregiudizi. Sono disponibile a offrire il mio contributo affinché un’eventuale riorganizzazione produca benefici reali per i cittadini, in termini di investimenti, efficienza e continuità del servizio”. Particolare attenzione, poi, viene posta al tema dell’equità territoriale: “Le comunità delle aree periferiche, spesso lontane dai principali servizi come scuola e sanità, non possono essere penalizzate anche sul fronte dell’accesso all’acqua. La riforma deve garantire investimenti diffusi e standard di servizio uniformi”.

La riflessione del sindaco di Casoli si chiude con un richiamo al valore civico della questione: “Questa non è una battaglia politica. È una questione di rispetto verso i cittadini. Le bollette si pagano fino all’ultimo euro e il servizio deve essere all’altezza fino all’ultimo litro”.