Lunedì, 16 Febbraio 2026 Molise

Mancata rotazione operai in cassa integrazione, Stellantis condannata

Accolto dal Tribunale di Larino il ricorso di una dipendente e sindacalista Usb

Il Tribunale del Lavoro di Larino ha accolto il ricorso presentato da una lavoratrice e dirigente dell'Usb dipendente presso lo stabilimento Stellantis di Termoli, dichiarando l'illegittimità della sua collocazione in cassa integrazione e in contratto di solidarietà e condannando l'azienda al pagamento della differenza tra retribuzione piena e trattamento di integrazione salariale, oltre interessi e rivalutazione.

Lo rende noto l'Usb lavoro privato Abruzzo e Molise e la Rsa Usb Stellantis di Termoli.
    Nelle motivazioni la giudice ribadisce che "la scelta dei lavoratori da sospendere non può essere arbitraria, ma deve rispettare i principi di buona fede, correttezza e non discriminazione, anche in presenza di ridotte capacità lavorative".
    Rispetto al limite minimo di giornate lavorate durante gli ammortizzatori sociali, il Tribunale, ancora, chiarisce che "il rispetto puramente formale di quella percentuale non legittima un sistema in cui, di fatto, alcuni dipendenti restano quasi sempre fuori, mentre altri vengono impiegati molto più frequentemente, soprattutto quando tra le mansioni esiste fungibilità".
    "Questo è un tema - si legge in una nota dell'organizzazione sindacale - che l'Usb ha denunciato più volte, un meccanismo che, dietro la regola del numero minimo, finisce per colpire ripetutamente le stesse persone.

Questa decisione riconosce finalmente che, un criterio apparentemente neutro, può trasformarsi in una disparità concreta. Non si può aggirare il principio di rotazione mantenendo sempre gli stessi lavoratori lontani dal lavoro. La pronuncia del giudice di Larino pur non essendo la prima, è un riferimento importante".