"Ci sarà un'area interamente rigenerata. Sarà un processo che darà nuova linfa a Pescara nord e a tutta la città".
Così il sindaco di Pescara, Carlo Masci, nel corso di una conferenza stampa nella pineta Santa Filomena, nell'area in cui sorgerà il Parco Nord. L'annuncio del primo cittadino, ricandidato in vista delle elezioni parziali dell'8 e 9 marzo prossimi, genera le critiche delle opposizioni: secondo il Pd Masci "gioca d'azzardo sulla pelle e sulle tasche dei pescaresi", mentre per il M5s si tratta "dell'ennesimo numero da campagna elettorale".
L'area interessata si configura come "un grande rettangolo destinato a diventare uno spazio pubblico moderno, accessibile e altamente sostenibile", ha spiegato Masci. Il nuovo parco ospiterà un sistema sportivo e ricreativo articolato, un lago urbano naturale, una fontana di nebbia per il raffrescamento estivo, un'installazione artistica basata sull'anamorfosi e un giardino sensoriale. L'investimento complessivo ammonta a circa 1,3 milioni di euro (fondi Fsc 2021/2027); la durata prevista dei lavori è di 450 giorni.
"Il sindaco che diceva di amare Pescara - commentano i consiglieri del Pd - ha deciso di giocare d'azzardo sulla pelle e sulle tasche dei pescaresi. Far partire i lavori per il Parco Nord nel pieno del contenzioso sul valore degli espropri, pur di portare a casa qualche voto, rischia per trasformarsi in un clamoroso boomerang: gli espropri potrebbero costare 8 milioni di euro, un costo enorme per il Comune che certamente si tradurrebbe in tagli ai servizi, aumento di tasse e tariffe, un nuovo defalut dietro l'angolo. Se il sindaco Masci ama davvero Pescara, si fermi, dia la parola ai cittadini e attenda la definizione del contenzioso".
"A tre settimane dalla ripetizione del voto, in piena campagna elettorale - dice il consigliere Paolo Sola (M5s) il sindaco Masci riscopre improvvisamente il Parco Nord e convoca una conferenza stampa per annunciare l'avvio dei lavori. Un tempismo quasi divino. Peccato che più che un miracolo, sembri l'ennesimo numero da campagna elettorale. Dietro la passerella odierna c'è una verità molto meno trionfale. Si parte, ammesso che si parta davvero, con oltre un anno di ritardo rispetto al cronoprogramma iniziale. L'aspetto che il sindaco omette accuratamente di ricordare è il più grave: gli espropri sono passati dai 700.000 euro previsti nel piano economico-finanziario approvato a circa 8 milioni di euro, un potenziale macigno sul bilancio comunale".