Sabato, 14 Febbraio 2026 Abruzzo“CONSIGLIERI CDX SILENTI E COMPLICI”PEPE, “RETE OSPEDALIERA DEVASTANTE PER TERAMO”“La legge del 2023 sulla nuova rete ospedaliera penalizza in maniera quasi scientifica la sanità teramana, e fu votata anche dai consiglieri di centrodestra di questa provincia. Ed ora assistiamo allo scontro tra il dg della Asl Di Giosia, e il direttore dell’Asr Cosenza, in un cortocircuito nel centrodestra che li ha nominati”. È quanto tiene con forza a sottolineare Dino Pepe, consigliere regionale teramano del Pd, ex sindaco di Torano nuovo, a seguito della commissione di Vigilanza di giovedì, con all’ordine del giorno la bocciatura da parte dell’Agenzia sanitaria regionale (Asr), diretta dall’aquilano Pierluigi Cosenza, dell’atto aziendale sulla nuova rete ospedaliera, della Asl di Teramo, diretta da Maurizio Di Giosia, per la presenza, non ammissibile, dell’Unità operativa semplice dipartimentale (Uosd) di Chirurgia generale dell’ospedale della Val Vibrata di Sant’Omero e dei Malattie infettive di Teramo in Unità operativa complessa (Uoc). Poi in una seconda versione è stata tolta Malattie infettive ma non Chirurgia, da qui un secondo disco rosso, e si attende ora una nuova versione ulteriormente emendata. Pepe, al pari di Pierpaolo Pietrucci, (QUI IL LINK) punta il dito contro il centrodestra al governo, che non modifica il decreto Lorenzin del 2015, e il centrodestra di Marco Marsilio, di Fdi, in Abruzzo, che nel 2023 ha approvato la Nuova rete ospedaliera. Se però Pietrucci ha difeso a spada tratta la sanità aquilana, penalizzata anch’essa dal centrodestra, Pepe fa altrettanto per la sanità della sua provincia. “Il sottoscritto, Pietrucci, tutti i consiglieri di opposizione della passata legislatura, abbiamo sempre avuto la medesima linea politica – assicura Pepe -, dal dicembre 2023, quando il centrodestra di Marsilio e dell’assessore Nicoletta Verì presentarono e poi votarono in commissione e in Aula la legge di riordino della rete ospedaliera. Quella legge di riordino offende soprattutto la politica sanitaria teramana, con una serie di tagli e soppressioni, la provincia di Teramo ha pagato un conto salato. Purtroppo quella legge fu votata anche dai consiglieri di centrodestra di questa provincia, a cominciare dall’assessore Umberto D’Annuntiis e dall’ora capogruppo di Forza Italia Emiliano Di Matteo“. In particolare, “per quanto riguarda l’ospedale di Sant’Omero, quella legge prevedeva la soppressione di due unità operative complesse, quella di ginecologia e quella di chirurgia. Dopo pochi mesi dall’approvazione di quella legge, la Asl ha provveduto ad eliminare la unità operativa complessa di ginecologia, tant’è che dopo appena otto mesi c’è stato un calo evidente dei parti, meno 77, e un aumento dei parti a Teramo”. In più, “quella legge di riordino scellerata prevede la soppressione dell’unità operativa complessa di chirurgia, da qui sono nati spontaneamente comitati a difesa dell’ospedale, il sindaco di Sant’Omero si è sempre battuto insieme a me e a pochi altri, perché la Asl di Teramo aveva sempre promesso che l’avrebbero conservata, che ci poteva essere una via di uscita, e invece sono arrivate le bocciature da parte dell’Agenzia sanitaria regionale degli atti aziendali”. E Pepe fa suo un argomento su cui Di Giosia ha molto insistito in commissione: la necessità di frenare la mobilità passiva verso le vicine Marche. “Va considerato che Sant’Omero è a pochi chilometri dalle Marche e quindi dai servizi sanitari pubblici e privati di quella regione. E non ci sono cliniche private nella nostra provincia, abbiamo solamente quattro presidi che vanno rafforzati, per contenere la mobilità passiva. Questo rafforzamento doveva avvenire appena dopo la fase di commissariamento concluso nel 2016, completato il piano di rientro finanziario del debito. Ma questo non è avvenuto, con il silenzio, anzi, con la complicità dei consiglieri di centrodestra di questa provincia”. E si è arrivati così alla commissione di giovedì, dove prosegue Pepe, “abbiamo assistito allo scontro frontale molto forte tra i dirigenti della Regione Abruzzo, tra Cosenza e Di Giosia, di fatto un corto circuito della politica di centrodestra, che ha nominato entrambi”. Si auspica dunque Pepe: “mi auguro che ci sia una battaglia unitaria di tutta la politica teramana, a difesa della nostra sanità. Noi tutti consiglieri di centrosinistra l’inganno ordito da Marsilio e Verì lo abbiamo denunciato da sempre”. |
