Giovedì, 12 Febbraio 2026 Chieti

Accordo tra la d'Annunzio e l'università in Uzbekistan: nasce il polo internazionale di San Salvo

Apertura, dal prossimo anno accademico, di un nuovo polo didattico internazionale presso la sede della “d’Annunzio” dedicato ai temi dell'ingegneria e dell'architettura

L'università degli studi "Gabriele d'Annunzio" di Chieti-Pescara e la Samarkand state architecture and construction university hanno firmato un accordo strategico che sancisce la nascita del polo internazionale di San Salvo. Si è infatti concluso con la firma di un memorandum of understanding tra le due università il seminario internazionale "New Urbanization Concept" che si è svolto il 2 e 3 febbraio scorsi a Samarkand, in Uzbekistan. Il convegno, che si è svolto alla presenxa di autorevoli rappresentanti istituzionali uzbeki tra cui il ministro dell'Istruzione Superiore, Scienza e Innovazione, Kongratboy Sharipov, il ministro delle Costruzioni, Sherzod Xidoyatov, il Governatore della regione di Samarkand, Adiz Boboev, l’ambasciatore Uzbeko a Roma, Abat Fayzullaev, l'ambasciatore italiano in Uzbekistan Guido De Sanctis e l'onorevole Nazario Pagano, presidente della Prima Commissione della Camera dei Deputati italiana, segna un punto di svolta nelle relazioni accademiche tra l’Abruzzo e l’Uzbekistan. Il risultato più significativo della collaborazione sarà l'apertura, già dal prossimo anno accademico, di un nuovo polo didattico internazionale presso la sede della “d’Annunzio” a San Salvo, dedicato ai temi dell'ingegneria e dell'architettura. Il polo debutterà con un corso di laurea in inglese in ingegneria e gestione del patrimonio culturale, specificamente progettato per attrarre studenti internazionali, con particolare attenzione ai paesi dell'Asia centrale.

Un'iniziativa che, come spiegano dalla d'Annunzio, si inserisce in una visione più ampia di internazionalizzazione dell'Ateneo che punta a fare di San Salvo un hub di eccellenza per la formazione di professionisti capaci di coniugare competenze ingegneristiche, sensibilità culturale e sostenibilità ambientale. Durante le due giornate di lavori, l'Ateneo abruzzese è stato rappresentato, oltre che dal prof. Sacco, anche dai professori Sergio Montelpare, Massimo Angrilli ed Enrico Spacone, che hanno presentato relazioni sui temi dell'urbanizzazione sostenibile, del design di strutture educative, della gestione del rischio sismico e della relazione tra arte, cultura, architettura e salute psicobiologica.

L'accordo firmato a Samarkand apre la strada a molteplici sviluppi: dalla mobilità di docenti e studenti alla realizzazione di progetti di ricerca congiunti, dalla co-tutela di dottorati alla creazione di laboratori condivisi sui temi della sostenibilità urbana e della conservazione del patrimonio culturale. La comunità accademica e il territorio abruzzese si preparano così ad accogliere una nuova generazione di studenti internazionali, in un'ottica di scambio culturale e scientifico che arricchirà l'offerta formativa dell'Ateneo e contribuirà alla crescita del tessuto sociale ed economico locale.

"L'Uzbekistan rappresenta oggi uno dei Paesi più dinamici dell'Asia Centrale, con tassi di crescita economica sostenuti e una straordinaria attenzione allo sviluppo delle infrastrutture e alla valorizzazione del patrimonio culturale - spiega il professor Pier Luigi Sacco, delegato del rettore all'internazionalizzazione dell'Ateneo - La “d’Annunzio” ha l'ambizione di stabilire con l'Uzbekistan partnership strategiche di elevato livello, che vadano oltre i tradizionali scambi accademici per creare vere e proprie piattaforme di ricerca e formazione congiunte. Samarkand, con la sua straordinaria eredità storica e culturale e la sua proiezione verso il futuro, rappresenta il partner ideale per questo percorso. Un ringraziamento particolare va a Gaetano Crisci di Crisci Management, advisor del rettore della SamSACU e promotore del convegno, per il suo ruolo determinante nella costruzione di questo ponte di collaborazione tra l'Abruzzo, la "d'Annunzio" e le realtà istituzionali e accademiche dell'Uzbekistan. Il suo impegno e la sua visione hanno reso possibile un'intesa che promette di generare benefici duraturi per entrambe le comunità accademiche e per i rispettivi territori”.