Sabato, 7 Febbraio 2026 Abruzzo

Alla ASL aquilana debiti e costi fuori controllo

La Corte dei Conti conferma la bocciatura della gestione Romano

Una “persistente perdita” strutturale pari ad euro 33.936.294 nel 2024, lo “sforamento del risultato d’esercizio 2024 pari al 10% rispetto a quello programmato nel piano di razionalizzazione”, il “mancato rispetto dei tetti di spesa regionali per l’acquisto dei prodotti farmaceutici”, “ritardi negli investimenti del Pnrr, peggioramento del saldo di mobilità.

E’ solo una parte delle ben 17 criticità messe nero su bianco dalla Sezione regionale della Corte dei Conti nella delibera del  29 gennaio, presidente Ugo Montella, che ha fatto seguito all’adunanza pubblica che preso in esame i bilanci d’esercizio 2022, 2023 e 2024 della Asl provinciale dell’Aquila. Delibera che fa  seguito alla relazione di deferimento del 21 dicembre scorso,  (QUI IL LINK) e che suona come una stroncatura alla gestione dell’ex direttore generale Ferdinando Romano, in carica dal 2021 e fino a fine maggio 2025, ed ora tornato nella sua Roma a dirigere il Policlinico Tor Vergata. E come un pesante fardello che ora si dovrà caricare sulle spalle il suo successore,   Paolo Costanzi, entrato in servizio  dal 1 settembre scorso, ex direttore del Consiglio regionale e per un breve periodo.

La Corte di Conti dunque, dopo una dettagliatissima disamina, che ha in parte confermato le criticità espresse a dicembre, in altri casi prendendo atto dei chiarimenti e documentazioni fornite dalla Asl, ha  raccomandato all’Azienda, anche di concerto con la Regione Abruzzo nei casi individuati in parte motiva, l’adozione dei provvedimenti idonei a rimuovere le criticità ed irregolarità riscontrate dandone comunicazione a questa Sezione, che si riserva di valutarne l’idoneità e l’efficacia nei successivi controlli sui bilanci d’esercizio dell’Azienda medesima”

E al Collegio sindacale di vigilare “sull’attuazione delle azioni correttive che l’Azienda porrà in essere”.

Poi però la sezione regionale ha interessato la Procura presso la Sezione giurisdizionale per l’Abruzzo della Corte dei conti in riferimento ai ritardi riscontrati nei procedimenti di attuazione del Pnrr. La delibera è stata trasmessa alla Presidenza del Consiglio dei Ministri e al Ministero dell’Economia e delle Finanze.

Per quanto riguarda il Pnrr i giudici contabili confermano infatti, in base ai dati a loro disposizione, “ritardi nell’attuazione dei cronoprogrammi”, tenuto conto che Case e Ospedai di comunità dovranno essere operativo il 31 marzo,  “con conseguente necessità di provvedere, anche in accordo con la Regione, alla tempestiva previsione di nuove fonti di finanziamento ove gli interventi, a causa degli sforamenti temporali, risultino, già ad oggi, non più finanziabili a valere su fondi Pnrr al fine di evitare ulteriori ritardi, disfunzioni e maggiori costi futuri”.

Il neo dg Costanzi, nella conferenza stampa sui primi 5 mesi giorni di mandato, ha comunque assicurato che in base al cronoprogramma aggiornato tutte le case e ospedali di comunità saranno attivate nei tempi.

Per il resto, la strategia per rimettere in sesto la Asl aquilana, è nei fatti parte del Piano operativo 2026-2028 che la Regione Abruzzo ha consegnato Tavolo di monitoraggio interministeriale della sanità, il 30 gennaio che riguarda la sanità regionale nel suo complesso, di cui si attende la valutazione entro il 15 febbraio da parte del Tavolo, che avrà facoltà di imporre modifiche senza facoltà di replica.

Con questo piano, centralizzando gli appalti, risparmiando su forniture, consulenze, farmaci, con il potenziamento della prevenzione,  la Regione Abruzzo si impegna a ridurre nel 2026 il deficit a 61,8 milioni, a 40,7 milioni nel 2027 per arrivare al pareggio nel 2028.

Tornando alla Asl aquilana, procedendo con le altre criticità, i giudici contabili evidenziano il riferimento al trienni0 2022-2024 “una reiterata violazione dei termini di approvazione del bilancio”, “variamente imputabile a Regione ed Azienda, ognuna in riferimento ai propri profili di competenza”.

Ma al di là dei ritardi, “c’è una persistenza di una perdita strutturale pari a 33.936.294 euro nel 2024, sebbene in forte contrazione nell’ultimo triennio, ma tenuto nondimeno conto della particolare incidenza dei proventi straordinari sull’ultimo risultato d’esercizio”,  e lo “sforamento del risultato d’esercizio 2024 pari al 10 per cento rispetto a quello programmato nel piano di razionalizzazione”,

Ancora la Corte dei Conti punta il doto contro la “carenza informativa nella determinazione di insussistenze sul fondo rischi per franchigia assicurativa”, evidenzia “la necessità di documentare, in generale, in modo più appropriato l’esigibilità dei crediti”.
C’è poi il capitolo dei costi per acquisto di beni e servizi sanitari interessati da “una dinamica espansiva diffusa e persistente,  al netto dell’incidenza di indubbi fattori esogeni”, dinamica che “non appare del tutto governata da idonei strumenti programmatori, obiettivi di contenimento ed indicatori di performance, conseguendone la necessità di rafforzare i sistemi di monitoraggio e riconciliazione dei dati contabili e gestionali, implementare misure strutturate di governo della domanda e di appropriatezza  prescrittiva e predisporre analisi di dettaglio sulle principali determinanti degli incrementi di spesa”.
Si bacchetta a seguire “l’assenza di attività sistematiche di inventariazione per oltre un decennio e conseguente necessità di porre in essere, con carattere di urgenza, tutte le attività necessarie alla conclusione della ricognizione fisica dei cespiti, alla redazione dell’inventario aggiornato e alla piena riconciliazione dei relativi dati contabili, conformemente ai principi di regolarità amministrativa e contabile”.
Come già scritto da Abruzzoweb (QUI LINK), si ribadiscono le forti perplessità  sulla  “diseconomicità” dell’operazione di leasing finanziario in costruendo di durata ventennale relativa alla realizzazione di un nuovo corpo di fabbrica da adibire a struttura sanitaria dell’ospedale Santissima Annunziata di Sulmona, e si chiede di valutare, di concerto con la Regione, “la possibilità di prospettare, previa idonea analisi economico-finanziaria comparativa da effettuarsi sulla base delle attuali condizioni di mercato, una proposta di riscatto o di rinegoziazione dei termini contrattuali da sottoporre al soggetto finanziatore al fine di conseguire consistenti risparmi di costi in termini di minori oneri finanziari sul medio-lungo periodo”.
C’è poi una rilevante mole di contenzioso verso operatori privati e cessionari stratificatosi in anni pregressi per prestazioni rese extra budget determinante un ingessamento dello stato patrimoniale dell’Azienda,  per rilevanti importi a fronte di poste di bilancio incagliate in termini di note di credito da ricevere, sebbene sterilizzate a fondo rischi”.
Si torna ad obiettare il “mancato rispetto dei tetti di spesa regionali per l’acquisto dei prodotti farmaceutici”,  il “tendenziale peggioramento del saldo di mobilità”, il “mantenimento in bilancio di una significativa mole di crediti vetusti”.
Infine “l’assenza di una contabilità separata per le prestazioni sanitarie intramoenia e necessità di concludere l’aggiornamento e la revisione delle tariffe”, il “significativo ricorso ad anticipazioni di tesoreria e presenza di non trascurabili volumi di pignoramenti”, il “mancato rispetto dei tempi di pagamento dei fornitori”, la permanenza di ingenti posizioni debitorie verso fornitori di significativa risalenza nel tempo, per lo più oggetto di contenzioso giudiziale e stragiudiziale”.