Sabato, 7 Febbraio 2026 AbruzzoRigopiano: due militari a processo per aver rubato un tavoloL'accusa nei loro confronti e di falso e truffa in danno dello StatoCi sarà un processo il 16 aprile a carico dell’ex comandante dei carabinieri forestali di Farindola (Pescara), il maresciallo capo Danilo Ambrosini, e dell’appuntato Marco Gallerati accusati di falso e truffa ai danni dello Stato, e Ambrosini anche di furto di un tavolino in ferro battuto che era un reperto della tragedia di Rigopiano dove ci furono 29 morti. Lo riporta il Centro. L’allora comandante, per l’accusa ancora da dimostrare, si appropriò di quel tavolo che si trovava in una zona sottoposta a sequestro da parte della magistratura dopo la tragedia dell’hotel che il 18 gennaio del 2017 venne distrutto da una valanga. L’inchiesta prese le mosse proprio da quel tavolo prelevato da una zona sotto sequestro e che venne ritrovato, perfettamente restaurato, a casa di Ambrosini nel corso di una perquisizione disposta dalla stessa procura a seguito della segnalazione ricevuta proprio per quel tavolo. Durante quella perquisizione i carabinieri di Penne trovarono dei documenti sospetti sui quali hanno iniziato a lavorare insieme al magistrato, per arrivare a mettere uno dietro l’altro una serie di comportamenti legati a straordinari e buoni pasto non dovuti, facendo quindi figurare, nel memoriale di servizio, di aver lavorato oltre il dovuto. I carabinieri iniziarono una serie di attività investigative, mettendo sotto controllo i telefoni degli imputati, installando telecamere e posizionando un Gps sotto l’autovettura di servizio per registrare ogni spostamento: «in questa maniera si documentava con precisione, per il periodo tra il 15 novembre e il 10 dicembre del 2024 (data in cui si eseguiva il primo provvedimento di perquisizione per Ambrosini) non solo l’orario di arrivo e di partenza presso la sede di servizio di Ambrosini e di Gallerati, ma anche l’effettivo svolgimento dei turni esterni di perlustrazione i quali, quando di durata non inferiore a tre ore, danno diritto ad una indennità aggiuntiva», come scriveva il gip nella misura di sospensione dal servizio. |
