Venerdì, 23 Gennaio 2026 Chieti

ASL02 criticità organizzative dopo la cessazione del servizio di facchinaggio

La Funzione Pubblica Cgil Chieti ancora senza risposte

 Abbiamo più volte segnalato il disagio relativo alla cessazione del servizio facchinaggio avvenuta il 31 Dicembre 2025 nei vari servizi e Unità Operative dei presidi della ASL Lanciano/Vasto/Chieti, senza avere un riscontro su quelle che sono e saranno le soluzioni per sopperire a quanto da loro svolto.

Ad oggi  tali attività sono state demandate prevalentemente al personale OSS aumentandone il carico di lavoro, nel mentre ci risulta, siano state assegnate per il mese di Gennaio nelle farmacie, dei lavoratori interinali  come supporto alle attività, ma in numeri minori rispetto alle esigenze. Di conseguenza il ritiro dei farmaci e presidi viene demandato alle Unità Operative, con conseguente allontanamento del personale in servizio.

Questa condizione va risolta e nei presidi  sprovvisti di una struttura Ospedaliera unica, ma dislocata in palazzine differenti e con difficoltà o impossibilità di transito nei percorsi sotterranei, come per il presidio ospedaliero di Lanciano, siamo preoccupati che tale condizione possa portare il personale in divisa a compiere spostamenti anche negli spazi esterni agli edifici, con l’esposizione ad ulteriori rischi di natura differente a quelli eventualmente previsti per la unità di lavoro o servizio di assegnazione.

Contestualmente per non incorrere in criticità organizzative, abbiamo chiesto di dare seguito al rapporto di lavoro con scadenza a gennaio, dei tecnici di laboratorio biomedico del presidio ospedaliero di Lanciano, la microbiologia che serve tutti i presidi della ASL viene gestita nel medesimo laboratorio, con un carico di lavoro che richiede personale e competenze. Sembrerebbe che ci sia già stato un mancato rinnovo, confidiamo in una valutazione oggettiva che non vada ad interessare un ulteriore taglio per garantire le prestazioni dovute.

Ricordiamo che il ricorso all’utilizzo dello straordinario rimane per le attività improvvise, per dare continuità al servizio, la  mancata proroga di contratti per il servizio di facchinaggio, doveva prevedere un organizzazione e individuazione di alternative, che non possono ricondurre al lavoro straordinario impattando sui fondi del comparto con erosione della performance e altri istituti, in un contesto dove le risorse del Decreto Calabria  per il ristoro del salario accessorio sono ancora da definire e nel precedente anno non erogate dalla Regione.

Per questo le tematiche evidenziate, ci hanno portato a chiedere un incontro urgente alla Direzione Strategica e al dirigente delle professioni sanitarie e tecniche, alla presenza anche delle altre sigle sindacali, aprendo un tavolo di confronto per chiarire quale sia il percorso e le soluzioni che la ASL intende portare a termine.