Lunedì, 19 Gennaio 2026 AbruzzoUccisione dell’orsa Amarena, il processo si blocca di nuovoRischio prescrizione e indignazione delle associazioni animalisteNuovo stop al processo per l’uccisione dell’orsa Amarena, simbolo della fauna appenninica e figura iconica del Parco Nazionale d’Abruzzo. L’udienza prevista per oggi 19 gennaio al Tribunale di Avezzano non si è potuta celebrare a causa di un vizio procedurale. Il giudice ha accolto l’eccezione sollevata dalla difesa dell’imputato, Andrea Leombruni, dichiarando la nullità del decreto di citazione a giudizio e disponendo la restituzione degli atti alla Procura per la loro riformulazione. Una battuta d’arresto che rischia di compromettere l’intero iter giudiziario. A quasi tre anni dai fatti, la lentezza del procedimento alimenta il timore di una possibile prescrizione, nonostante la gravità del reato: l’uccisione di un esemplare di orso bruno marsicano, specie protetta e in pericolo critico di estinzione, mentre era in compagnia dei suoi due cuccioli. Le associazioni animaliste, costituite parte civile, non nascondono la frustrazione. «Siamo profondamente amareggiati – ha dichiarato Piera Rosati, presidente di Lndc Animal Protection – Questo ulteriore rinvio è un duro colpo per chi chiede giustizia per Amarena. Errori procedurali di questo tipo minano la fiducia dei cittadini e svuotano di significato un processo dal grande valore simbolico». Sulla stessa linea il Wwf, che ha parlato di un “Gioco dell’Oca” giudiziario: «Ogni avanzamento viene annullato, mentre il tempo continua a scorrere. Il rischio concreto è che l'uccisione di Amarena resti impunita». L’associazione ha ricordato come la madre orsa rappresentasse un simbolo concreto di convivenza possibile tra uomo e fauna selvatica. In aula era presente anche il Partito Animalista Italiano, con il presidente e avvocato Cristiano Ceriello, promotore della denuncia e della richiesta di ammissione delle prove. «L.A. – ha ricordato l’avvocato – dovrà rispondere di uccisione aggravata di animali, esplosioni pericolose e crudeltà, senza alcuna valida giustificazione. Ma ogni ritardo rischia di vanificare l’accertamento della verità». Enpa, anch’essa parte civile, ha ribadito che la battaglia per la giustizia non si ferma. «Amarena, i suoi piccoli e tutta la popolazione degli orsi marsicani meritano una risposta. La sua uccisione rappresenta un fatto gravissimo che ha scosso profondamente l’opinione pubblica, ben oltre i confini dell’Abruzzo». L’orsa Amarena era nota per la sua presenza stabile nel territorio del Parco e per la sua capacità di accudire i cuccioli, in una popolazione di cui restano pochi esemplari. La sua uccisione, nell’agosto 2023 a San Benedetto dei Marsi, fu uno shock per tutto il Paese. Le associazioni chiedono che l’Italia, entro maggio 2026, recepisca la direttiva europea sulla tutela penale dell’ambiente con misure efficaci e dissuasive anche per i crimini contro la fauna selvatica.
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